Lo Strillone: ricaduta sul territorio del 25% in più rispetto allo scorso anno per l’art week torinese su La Stampa. E poi Marco Chiarini, How to Spend it

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Artissima 2015 (9)

Un weekend straordinario. E se ad ammetterlo sono anche i taxisti torinesi, solitamente severi nel giudizio, è tutto dire”. Spetta a La Stampa – per ovvie competenze territoriali – l’analisi dell’Artissima week anche nelle sue ricadute sul tessuto socio-economico cittadino. “Possiamo prospettare una ricaduta sul territorio del 25% in più rispetto allo scorso anno”, rivela al giornale Guido Bolatto, segretario generale della Camera di Commercio. “Fra Artissima, Monet alla Gam, Raffaello alla Reggia di Venaria e il sole con temperature primaverili non possiamo che ritenerci molto soddisfatti dei risultati”, commenta Alessandro Comoletti di Federalberghi. “Al centro l’occupazione delle camere ha sfiorato il 90 per cento mentre in periferia si è arrivati al traguardo non facile da raggiungere del 60 e 70 per cento: fosse sempre così sarebbe una manna”.

Dalla sua passione, e da quella della moglie Françoise, ha preso anche forma nel 1966 l’associazione degli Amici di Palazzo Pitti, una delle prime ad aver fatto comprendere l’importanza di una gestione condivisa (pubblico-privato) del nostro patrimonio artistico”. Sul Corriere della Sera Stefano Bucci ricorda la scomparsa di Marco Chiarini: “nel tempo dei direttori-superstar fa ancora più impressione la scomparsa di Marco Chiarini, morto a Firenze, dopo una lunga malattia, appena un anno dopo la morte dell’adorata moglie Françoise Pouncey, anche lei come ‘il Marco’ finissima storica dell’arte. Perché a Chiarini (nato a Roma nel 1933, trasferitesi a Firenze nel 1964) si deve il merito di avere fatto per primo conoscere e apprezzare, con un impegno continuo e sempre lontano dai riflettori, la Galleria Palatina, di cui è stato direttore dal 1969 al 1981, e con essa tutto il complesso di Palazzo Pitti (giardino di Boboli compreso), fino al suo arrivo, certo molto noto agli addetti ai lavori ma assai poco frequentato dai visitatori”. Un’asta per sostenere Save the Children: Il Sole 24 Ore rilancia il progetto How to Spend it, che “mette l’arte al centro e ne esplora il potere di trasformazione, che attraversa business, formazione, chanty. Un fil rouge dettato dalla bellezza. E, per festeggiare il primo anno di pubblicazione in Italia, How to Spend it compie un viaggio nel meglio delle capacità produttive e artigianali con un obiettivo charity: sostenere Save the Children e il progetto ‘Illuminiamo il futuro’ attraverso un’asta online”.

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