Collezioni in mostra. Giorgio Fasol a Verona

Museo Miniscalchi Erizzo, Verona – fino al 10 novembre. Ultimi giorni per vedere “La sottile linea del tempo”. Con opere della collezione AGI, tra lavori ormai storici e recentissimi, che rivitalizzano le preziose collezioni della casa-museo.

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Luca Trevisani, Lo Savio’s Halfpipe, 2006 - photo Michele Alberto Sereni - courtesy AGI Verona

Luca Trevisani, Lo Savio’s Halfpipe, 2006 – photo Michele Alberto Sereni – courtesy AGI Verona

LA COLLEZIONE FASOL FINALMENTE A VERONA
Le opere della collezione AGI, cioè di Anna e Giorgio Fasol, hanno girato il mondo e sono ora finalmente esposte, in parte, nella città natale dei loro collezionisti. La sede piuttosto inusuale è il quattrocentesco palazzo Miniscalchi Erizzo, gioiello pressoché sconosciuto agli stessi veronesi, che ospita importanti collezioni di arte e arredi antichi.
La mostra, organizzata dall’Accademia Cignaroli in collaborazione con la Fondazione Miniscalchi Erizzo, presenta quaranta opere ambientate efficacemente dalla curatrice Marinella Paderni, sfruttando il ruolo proprio del museo di produttore di differenze: “L’accostamento tra tempi e luoghi differenti”, mostra “come l’arte e la sua storia procedano per contrasto, per differenza. Il montaggio di immagini ‘eteroclite’ mette in discussione saperi e stereotipi”.
La sperimentazione contemporanea su nuovi mezzi e materiali, l’invenzione di concetti e linguaggi, la citazione dell’antico, lo sconfinamento tra registri, generi e discipline sono adeguatamente rappresentati da una collezione, come quella AGI, orientata ai giovani (vanto di Giorgio Fasol è che, per la maggior parte delle opere, la data di acquisto coincida con quella di produzione), tesa a intercettare sintomi, nuovi fermenti e tendenze al loro sorgere, la contemporaneità nell’atto del suo prodursi.

Elisabetta Benassi, Timecode, 2000 - photo Michele Alberto Sereni - courtesy AGI Verona

Elisabetta Benassi, Timecode, 2000 – photo Michele Alberto Sereni – courtesy AGI Verona

ANTICO E CONTEMPORANEO IN CONFRONTO DOMESTICO
Di sala in sala, il museale storicizzato e il nuovo entrano in un circolo vitale, attivando circuiti esperienziali e memoriali, creando inedite associazioni, al di fuori delle mediazioni ritenute necessarie a fruirne. Il museo subisce una vera e propria rianimazione e le opere, installate in un ambiente domestico, acquistano differente pregnanza.
Ad esempio, nella bella Sala delle Bifore, abbagliati dalla magnificenza dello stipo da viaggio settecentesco intarsiato con paesaggi fantastici e rovine, dobbiamo abbassare lo sguardo a terra per scorgere la delicata, struggente installazione di uccellini impagliati di Vanessa Safavi, riflessione sull’esotismo deteriore e sul rapporto dell’occidentale con la morte. Nella Sala del Camino sorprende l’emblematica chiamata a raccolta di biografie e linguaggi diversi nel consesso di venti sedie di Graham Hudson.
In Sala delle Armi, quelle antiche che, fuori contesto, non riusciamo a percepire che come oggetti d’arredo, contrastano con quelle contemporanee, di ben altro impatto, schierate dell’artista palestinese Nida Sinnocrot: una teoria di sassi, ricoperti a metà di gomma (lo stesso materiale dei micidiali proiettili in uso alla polizia israeliana) a personificare i suoi conterranei sottoposti alle eterne file ai posti di blocco verso Israele. Nella sala del Settecento Veneto il tappeto di Alberto Garutti pone all’evidenza lo spazio della dimensione domestica, ritagliando il luogo vuoto tra gli arredi e scegliendo un materiale come la moquette atto ad accogliere le tracce di passaggi familiari.

La sottile linea del tempo – veduta della mostra presso il Museo Miniscalchi Erizzo, Verona 2015 - photo Michele Alberto Sereni - courtesy AGI Verona

La sottile linea del tempo – veduta della mostra presso il Museo Miniscalchi Erizzo, Verona 2015 – photo Michele Alberto Sereni – courtesy AGI Verona

ALLE ORIGINI CON CAPOGROSSI
La cappella, da semplice ulteriore sala espositiva, riassume la funzione di luogo di meditazione e raccoglimento grazie all’installazione sonora di Susan Philipsz. In biblioteca, dove scorrono le immagini del video di Elisabetta Benassi in cui il suo alter ego si fa letteralmente carico del sosia e quindi dell’eredità di Pierpaolo Pasolini, ci attende l’opera che ha causato la virata qualitativa della collezione Fasol: una litografia di Capogrossi contenuta nel libro d’artista di Renzo Sommaruga, dal titolo, preso dalla poesia di Quasimodo in apertura, quanto mai significativo e profetico, L’uomo del mio tempo.

Roberta Morgante

Verona // fino al 10 novembre 2015
La sottile linea del tempo. Opere dalla Collezione AGI Verona
a cura di Marinella Paderni
PALAZZO MINISCALCHI- ERIZZO
Via San Mamaso 2a
045 8032484
[email protected]
www.museo-miniscalchi.it
www.agiverona.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48570/la-sottile-linea-del-tempo-opere-dalla-collezione-agi-verona/

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