Venezia, 72° Festival del Cinema. Yann Arthus-Bertrand e il catalogo dell’umanità contemporanea

Dalle vedute aree all'indagine su un'umanità varia, composta da razze, culure, sistemi sociali differenti. A Venezia arriva Human, documentario del fotografo e regista Yann Arthus-Bertrand, che fa il punto sugli sguardi e i sentimenti della gente, rivolti all'esistenza

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“Sono un uomo fra sette miliardi di altri uomini. Negli ultimi 40 anni ho fotografato il nostro pianeta e la diversità umana, e ho l’impressione che l’umanità non stia facendo alcun progresso. Non sempre riusciamo a vivere insieme” . Oggi a Venezia abbiamo incontrato Yann Arthus-Bertrand, il fotografo specializzato in vedute aeree (4 milioni di copie vendute che con il libro Earth from Above) che nel 2009 aveva diretto il film ecologista Home. Oggi torna alla regia con un Human, un progetto dalla portata mastodontica, che contiene un catalogo delle’umanità aggiornato al 2015. Un ritratto con tutte le sfumature della tavolozza dei sentimenti.  Tre ore di racconti di gente comune trovata ai quattro angoli del globo: indigeni, newyorkesi, equadoregni, presidenti di nazioni, inuit, ebrei, musulmani, gay, lesbiche, rivoluzionari, conservatori, bianchi, neri, pellerossa, giapponesi, cinesi… Tutti allo stesso livello. Ognuno con la sua testimonianza sul dolore, la felicità, la delusione, il successo, la malinconia, l’allegria, la depressione, l’esaltazione, la famiglia, la morte, l’amore. Tutte interviste raccolte da un gruppo di giornalisti che hanno chiesto alle persone di rispondere a quaranta domande.

Human, Yann Arthus-Bertrand

Human, Yann Arthus-Bertrand

Il risultato è una summa straordinaria, contemporanea, a volte retorica, altre scioccante, antica come l’uomo e vera come l’esistenza. Ognuno con la sua incredibile, unica storia, a comporre il puzzle immenso del mondo, a raccontare quanto è difficile vivere e sopravvivere. Human giovedì 10 settembre avrà la sua premiere mondiale, contemporaneamente nella sala Grande del Lido di Venezia e al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite di New York. Arthus-Bertrand, ambasciatore dell’Onu, intende così sensibilizzare le alte sfere sui problemi di coloro che di solito sono solo numeri sulla carta. Il film avrà diverse versioni, oltre a quella cinematografica: ce ne sarà una per le televisioni e una per il web, con un apposito lancio Google mondiale. E dove non sarà possibile raggiungere il luogo verrano inviati DVD e Blu Ray e promosse discussioni e confronti collettivi. Una copertura capillare affinché tutti vengano coinvolti e nessuno mai più dimenticato.

Federica Polidoro

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