Carolyn Christov-Bakargiev: ecco come gestirò Castello di Rivoli e Gam di Torino. Tre nuovi dipartimenti, relazione tra arte e scienza e staff in viaggio per i musei d’Europa

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La conferenza di Carolyn Christov-Bakargiev, nuovo direttore del Castello di Rivoli e della Gam di Torino (foto Sabina Arena)

La conferenza di Carolyn Christov-Bakargiev, nuovo direttore del Castello di Rivoli e della Gam di Torino (foto Sabina Arena)

ARTE IN DIALOGO CON LA BIOLOGIA, LA FISICA E LE NEUROSCIENZE
Spero che questo museo Giano Bifronte accolga le persone e diventi un nuovo spazio pubblico di aggregazione, con un compito culturale e soprattutto etico”. Con queste parole Carolyn Christov-Bakargiev, nuovo direttore del Castello di Rivoli e della Gam di Torino ha concluso oggi la sua presentazione alla Città e alla stampa nella suggestiva location del Lutrario di Carlo Mollino. Un discorso lungo e immaginifico, elaborato per riassumere la sua idea di direzione: trovare un equilibrio, o meglio, un compromesso, tra l’aspetto visibile di un museo, rappresentato dalle mostre (“se si punta troppo su questo aspetto per fare cassetta se ne abbassa la qualità”) e quello invisibile della ricerca scientifica (“che da sola rende impossibile un buon reperimento fondi”). Come uscirne? Sviluppando un’identità specifica, basata sulla relazione tra arte e scienza, con una programmazione culturale che metta in dialogo non solo la storia dell’arte con la filosofia e la letteratura, ma anche con la biologia, la fisica e le neuroscienze.

TRE NUOVI DIPARTIMENTI: PROGRAMMAZIONE CULTURALE, RICERCA E CONSERVAZIONE
Per fare tutto ciò verranno creati tre istituti o dipartimenti, secondo il gergo universitario tanto caro a Bakargiev: uno dedicato alla programmazione culturale, uno alla ricerca e uno alla conservazione. Con l’aggiunta di un “universo di relazioni esterne col territorio”, fatto di sondaggi con le comunità locali, di incontri con gruppi della società civile, come ha sempre fatto nella sua lunga carriera di curatrice internazionale: “per preparare la Biennale di Istanbul ho parlato per un anno intero con i suoi abitanti”. Di programmi precisi il neo-direttore non ne ha fatti, anche perché entrerà ufficialmente in carica il 1 gennaio 2016, ma ha spiegato che ci saranno progetti congiunti tra i due musei e che verranno utilizzati gli spazi immensi del Castello di Rivoli per ospitare opere della Gam che, invece, ha una capienza limitata. Non si mescoleranno solo le mostre, ma anche il personale già esistente (non si creeranno nuovi posti di lavoro) che verrà riordinato (un capocuratore a Rivoli per gli anni dal ’45 in poi, uno alla Gam per l’800, un curatore per le scienze, un responsabile per l’editoria, un responsabile produzione) e aggiornato (“organizzeremo un pullman per portare, nell’arco di dieci giorni, tutto lo staff in giro per l’Europa a vedere come funzionano i musei di Spagna, Francia, Germania, Olanda”). Nota a latere: in mattinata si svolgevano sempre a Torino le esequie di Salvo; forse qualcuno avrebbe potuto pensare di spostare la presentazione almeno al pomeriggio…

– Claudia Giraud

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  • ruotaia

    Letto così, a me personalmente fa ridere. Forse il riassunto è un pò succinto e ne esce dell’umorismo involontario ma mi è capitato di sentire delle lectures e delle conferenze della nuova direttrice e ogni volta ho avuto l’impressione di un elenco, buon inglese a parte, delle letture che la stessa ha fatto non so bene in che arco di tempo e l’impressione ogni volta è stata che deve essersi trattato in ogni caso di un tempo troppo breve per digerirle e organizzarle con coerenza secondo un’approfondita riflessione , dato che diversi confronti e apparentamenti stridevano assai , capziosi e superficiali com’erano.