Repetita iuvant. Sturtevant a Napoli

Museo Madre, Napoli - fino al 21 settembre 2015. La ripetizione come atto di liberazione. Il museo partenopeo presenta la prima retrospettiva italiana di Elaine Sturtevant. Mettendo in scena un percorso fatto di corpi de-umanizzati, feticci visuali e simulacri della società dello spettacolo.

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Sturtevant - photo L. Muzzey - credit Estate Sturtevant, Paris - Courtesy Galerie Taddhaeus Ropac, Paris-Salzburg - photo originariamente pubblicata sulla rivista Frog

Sturtevant – photo L. Muzzey – credit Estate Sturtevant, Paris – Courtesy Galerie Taddhaeus Ropac, Paris-Salzburg – photo originariamente pubblicata sulla rivista Frog

CHI E COME: LE COORDINATE DELLA MOSTRA
Il Museo Madre di Napoli dedica una retrospettiva all’artista statunitense Elaine Sturtevant (Lakewood, Ohio, 1924 – Parigi, 2014), Leone d’oro alla Biennale di Venezia del 2011, rinomata per aver replicato le opere di artisti famosi come Warhol, Beuys, Duchamp, Stella, McCarthy ecc.
Pensata dall’artista appositamente per il museo ospitante, la mostra Sturtevant Sturtevant, curata da Stéphanie Moisdon, possiede tutta l’energia di un’operazione artistica: è un’opera seminale.

LA RIPETIZIONE COME ATTO DI VERITÀ
Ossessionata dal potenziale iconico dell’arte, Sturtevant estremizza la pratica warholiana e nella serialità trova il suo punto di forza. Il mondo della rappresentazione mediatica è messo in scena, sala dopo sala, privo della sua aura e colto nel suo fallimento. In un proliferare di immagini, il corpo diviene il luogo del sé e delle attese degli altri. La sua celebrazione ostacola la distinzione fra ciò che è reale e ciò che non lo è, diffondendo il mito della pluralità dei punti di vista.
L’esperienza estetica della Sturtevant scava a fondo nel baratro delle distinzioni perdute alla ricerca della consapevolezza e della processualità, in cui la ripetizione è l’unico elemento che crea la differenza. Nella singolarità della ripetizione, l’opera si eleva dalla generalità e piomba nell’eterno ritorno, quella singola possibilità in potenza che Deleuze definiva un ripetere irricominciabile.

Sturtevant Sturtevant – veduta della mostra presso il Museo Madre, Napoli 2015 - photo Amedeo Benestante

Sturtevant Sturtevant – veduta della mostra presso il Museo Madre, Napoli 2015 – photo Amedeo Benestante

TRENT’ANNI DI LAVORO A NAPOLI
Eleine Sturtevant inizia a replicare opere altrui negli Anni Sessanta, chiedendo talvolta il contributo di artisti copiati, come nel caso di Warhol e dei suoi Flowers. Negli Anni Ottanta, spinta dall’ostilità della critica, si ritira dalla scena, per poi tornarvi dopo un decennio, quando alla ripetizione aggiunge la manipolazione dello spazio e la produzione di opere installative e multimediali, come in Elastic Tango (2010) o Dillinger Running Series (2000).
La tecnologia le permette di mostrare la relazione indissolubile tra l’individuo e i media, che privano il corpo-mente della sua singolarità, rendendolo schiavo della percezione senza pensiero.
Sturtevant propone uno sguardo alterato sul mondo, una percezione che si appropria consapevolmente delle citazioni e rende il pubblico ri-creatore di sé e della realtà. Il sesso, la morte, la violenza, la pornografia, la spettacolarizzazione del mondo contemporaneo, il corpo-oggetto e disumanizzato sono tematiche che orchestrano la narrazione costruita dall’artista, che smonta e rimonta immaginari, sviscerando simulacri e identità mutanti.

Francesca Blandino

Napoli // fino al 21 settembre 2015
Elaine Sturtevant – Sturtevant Sturtevant
a cura di Stéphanie Moisdon
MADRE
Via Settembrini 79
081 19313016
[email protected]
www.madrenapoli.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44096/sturtevant-sturtevant-sturtevant/

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