Sentimento del tempo. Il Mart ridisegna il Mart

MART, Rovereto – fino all’8 novembre 2015. #Collezionemart propone un diverso itinerario all’interno delle straordinarie raccolte del museo, arricchito di numerosi inediti, grazie anche alla valorizzazione delle opere in deposito. Tra quadri “reazionari” del ritorno all’ordine, modernissimi, e opere contemporanee già assurte al rango di “classici”. Con le inserzioni di Alberto di Fabio e Giovanni Testori.

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Alberto Di Fabio, Paesaggi della mente, paesaggi neuronali, 2011

Alberto Di Fabio, Paesaggi della mente, paesaggi neuronali, 2011

Concluso il triennio di conduzione pensante e innovativa di Cristiana Collu, nell’interregno, a garantire la continuità nella qualità della proposta, ci pensa lo staff curatoriale interno del Mart, riuscendo nell’impresa non facile, come raccontano, dopo La Magnifica Ossessione, di riallestire parte della collezione del museo.
Il percorso è diviso in due sezioni: #modernaclassicità, a cura di Daniela Ferrari e Alessandra Tiddia, e #canonecontemporaneo, a cura di Veronica Caciolli e Denis Isaia, dedicate rispettivamente alla prima e alla seconda metà del Novecento. Lasciati i futuristi al piano superiore all’interno della mostra sulla Grande Guerra, #classica modernità intende proseguirne la narrazione e, dopo il preludio anticlassicista affidato a Medardo Rosso, passando per Balla e Boccioni non ancora futuristi, si concentra, amplificando il piacere della fruizione, su un periodo ristretto. Quello del cosiddetto “ritorno all’ordine” e cioè, essenzialmente, ritorno alla figura, schierando una notevole concentrazione di capolavori, raggruppati per rimandi tematici o iconografici. Dalla metafisica di Carrà, de Chirico, Savinio, al realismo magico di Cagnaccio di San Pietro, Casorati, Funi (tra gli inediti, anche Manlio Rho in veste figurativa); dal neoclassicismo di Sironi e Martini all’arcaismo di Campigli.

Felice Casorati, Ragazza a Pavarolo, 1937

Felice Casorati, Ragazza a Pavarolo, 1937

Una pittura di reazione agli sperimentalismi delle avanguardie, che voleva tornare a un’espressione “non originale ma originaria”, classica, nel senso di atemporale, non soggetta all’attimo, misurata, meditata. Il tempo di osservazione si dilata per accostare l’enigma della presenza dell’oggetto, sondarne la volumetria, la postura come attitudine, lo sguardo, la profondità come deriva e trama segreta di relazioni. Un mistero non mistico o iperuranico ma che si produce costantemente nel quotidiano, a saper vedere.
In #canone contemporaneo si sono scelte con visione limpida ed efficace opere che avessero un valore emblematico della ricerca o della temperie culturale del periodo e, al tempo stesso, li trascendessero, per felicità di realizzazione. Così, scorrendo il romanzo delle avventure mentali del secondo Novecento: in apertura Fontana, Dadamaino che sfondano lo spazio della tela, Bonalumi che ne solleva la superficie; quindi la dilatazione dell’opera nello spazio, grandi volumi (Morris), installazioni e performance (Pistoletto, Baldessari), l’immersione dell’artista nella vita e l’inserzione nell’opera del dato biografico (Anselmo, Agnetti, Nauman) o del linguaggio pubblicitario (La Rocca); gli Anni Ottanta, tra eclettismo e citazionismo, recupero della pittura (Salle, la nostra Transavanguardia) e neoconcettuale (Kruger, Holzer); poi la fotografia come opera d’arte, quella oggettiva seriale dei maestri Becher (in parallelo perfetto l’arte moltiplicata delle sculture da viaggio di Munari), dell’allievo Gursky e di Basilico, fino alla recente sperimentazione astratta di Tillmans e ai set ricostruiti e fotografati da Demand. In chiusura, passando per il tableau vivant di Viola, il ritorno alla tela ma con mezzi diversi, il printer painting di Guyton, lo spray painting di Ruby.

Invito in forma di cravatta di plastica per la personale di Enrico Baj allo studio Marconi, febbraio 1969, Mart, Archivio del '900 del MART, fondo Baj

Invito in forma di cravatta di plastica per la personale di Enrico Baj allo studio Marconi, febbraio 1969, Mart, Archivio del ‘900 del MART, fondo Baj

A vitalizzare ulteriormente le due parti del percorso, una ricca selezione, a cura dell’Archivio del ‘900, di inviti, manifesti, fotografie, filmati relativi ad esposizioni ed happening del periodo in esame.
Tra le due sezioni, all’interno dell’interessante Project Wall in cui artisti contemporanei sono chiamati a dialogare con le opere in mostra, Alberto Di Fabio espone fino al 24 maggio GeograficaMente, a cura di Gianluca Marziani: singolare via astratta al naturalismo, paesaggi mentali tra macro e microcosmo, reti neuronali e curvature astrali, supersimmetrie e profili montani.
In mostra anche, sempre fino al 24 maggio, Crocefissione ’49. I disegni ritrovati, a cura di Davide Dall’Ombra. Si tratta dei disegni di Giovanni Testori, noto ai più come scrittore, preparatori di un ciclo di affreschi commissionati per la chiesa di San Carlo al Corso a Milano, poi coperti, insieme a una crocifissione su tela: un linguaggio in cerca di una via moderna all’arte sacra tra suggestioni picassiane e immagini tratte dall’Apocalisse di Giovanni.

Roberta Morgante

Rovereto // fino all’8 novembre 2015
#collezionemart
a cura di Veronica Caciolli, Daniela Ferrari, Denis Isaia, Alessandra Tiddia e l’Archivio del ’900
Rovereto // fino al 24 maggio 2015
Alberto Di Fabio – GeograficaMente
a cura di Gianluca Marziani
Giovanni Testori – Crocifissione ’49. I disegni ritrovati
a cura di Davide Dall’Ombra
MART
Corso Bettini 43
800 397760 / 0464 438887
[email protected]
www.mart.trento.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43428/collezionemart/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43427/alberto-di-fabio-geograficamente/
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/43429/giovanni-testori-crocifissione-49-i-disegni-ritrovati/

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  • Marco

    ma con tutti i capolavori in mostra devo ancora sorbirmi l’orrido Di Fabio!?