Francesco Vezzoli guest curator nel 2016 al Museion di Bolzano. Lo racconta ad Artribune Letizia Ragaglia, confermata alla direzione di nei prossimi quattro anni

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Letizia Ragaglia (foto Silva Corvetta)

Letizia Ragaglia (foto Silva Corvetta)

“Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi”. L’inflazionatissima ma mai datata citazione da Il Gattopardo pare attagliarsi alla perfezione alla realtà del Museion di Bolzano, e delle scelte in merito a linea culturale e direzione del museo. Tutto rimanga come è: perché Museion ha consolidato negli anni una forte identità di grande apertura internazionale, gode del favore del pubblico e vanta conti in regola e visitatori in crescita. Allora perché cambiare? E infatti il Collegio dei fondatori di Museion ha deciso: Letizia Ragaglia guiderà Museion nei prossimi quattro anni.
Ci eravamo lasciati nel 2011, quando dalla selezione per la direzione non erano emerse “personalità in grado di soddisfare tutti i criteri richiesti dal bando e corrispondere alle peculiarità dell’istituzione e del territorio”. E Letizia Ragaglia, alla guida di Museion come direttrice ad interim dal 2009, era stata confermata direttrice con un’inedita formula gestionale, supportata da guest curators, che si sono alternati annualmente stabilendo di volta in volta un tema annuale, la mostra principale e il rispettivo programma collaterale.
Ora la conferma, con la medesima formula, evidentemente apprezzata nei risultati. “Una conferma nel segno della continuità, con cui, come nuovo Collegio, attestiamo piena fiducia alla direttrice e riconosciamo l’ottimo lavoro che ha svolto negli ultimi anni. Museion è già un’eccellenza: vogliamo che continui sulla strada intrapresa e diventi sempre più un luogo della riflessione critica sul contemporaneo”, ha dichiarato Marion Piffer Damiani, Presidente della Fondazione Museion.
Sono molto contenta della riconferma, ovvero di poter lavorare ancora in un bellissimo museo con un team molto professionale a nuovi progetti”, ha dichiarato Letizia Ragaglia ad Artribune. “È chiaro che la mia riconferma significa anche continuità e dunque non bisogna aspettarsi enormi rivoluzioni a Museion; vorrei continuare a portare avanti il discorso iniziato già da anni ormai sui nuovi linguaggi della scultura – nessun mezzo è cambiato tanto radicalmente nel ventesimo secolo come il linguaggio plastico – e al suo interno individuare posizioni femminili forti”.
E poi arriva l’anticipazione più forte: “Il dialogo continuo con la nostra collezione al fine di evitare una presentazione statica è un altro aspetto molto importante: l’anno prossimo, per esempio, il nostro patrimonio avrà un interlocutore d’eccellenza, Francesco Vezzoli in veste di guest curator. Quello che mi preme però è di riuscire a portare più giovani al museo. Dunque dare un’impronta ancora più “social” e realizzare anche mostre che all’interno dei loro contenuti sviluppino questo aspetto. Infine, la consapevolezza che non abbiamo un pubblico, ma molti pubblici e dunque la continua ricerca di format di mediazione diversi e al passo con i tempi”.

www.museion.it

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  • Complimenti per il nuovo incarico, Io proporrei una sezione degli artisti viventi contemporanei sconosciuti anche Bolzano si dovrebbe apre al grande pubblico degli esclusi se no scartati dalle giure nazionali e internazionali così speriamo che nascerà un nuovo Joseph Beuys