Nella Valle del fiume Adda spunta un nuovo museo diffuso da Leonardo all’archeologia industriale

Storia, paesaggio, arte, ingegno e memoria sono le parole chiave del progetto Identità Fluenti, che ha messo in rete nove Comuni lombardi lungo il corso dell’Adda per offrire, con la partecipazione attiva delle comunità locali, inediti strumenti di fruizione turistica

Quando si pianifica il potenziamento turistico di un territorio, le strategie sono molteplici. Legare la partecipazione attiva di chi lo abita allo sviluppo di attività di fruizione indirizzate a coloro che si avvicinano per la prima volta a un nuovo contesto può essere la chiave per raccogliere effetti di lunga durata. In questa direzione si è sviluppato il progetto Identità Fluenti, per proporre un nuovo modo di esplorare il corso del fiume Adda, nel tratto che lambisce ben quattro province lombarde (Lecco, Bergamo, Monza e Brianza, Milano) e si lega, storicamente, al genio di Leonardo da Vinci.

Cornate, Centrale Esterle. Ph ©Mario Donadoni per l'Ecomuseo Adda di Leonardo
Cornate, Centrale Esterle. Photo Mario Donadoni per l’Ecomuseo Adda di Leonardo

Come nasce il progetto Identità Fluenti: gli obiettivi

Identità Fluenti nasce come percorso integrato di cultura, tecnologia e arte, costruito insieme alle comunità locali per rendere leggibile e accessibile un patrimonio diffuso che nessuno ha dovuto inventare, ma che prima dell’operazione promossa dall’Ecomuseo Adda di Leonardo – con il supporto della società Garden65 e il finanziamento della Regione Lombardia nell’ambito del bando InnovaCultura – non esisteva in questa forma. C’è voluto oltre un anno e mezzo di lavoro per mappare, riscoprire, valorizzare e mettere in rete un territorio di grande valore paesaggistico, storico e culturale, ma finora poco raccontato: seguendo il fiume tra Imbersago e Cassano – passando per Robbiate, Paderno, Cornate, Trezzo, Vaprio, Canonica e Fara Gera – si incontrano opere idrauliche frutto di grandi intuizioni del passato, centrali idroelettriche e ponti storici, capolavori di archeologia industriale, e testimonianze artistiche e architettoniche che spaziano dall’età romana al Medioevo; e ancora ville di delizia rinascimentali, cascine e corti rurali, architetture che raccontano secoli di trasformazioni sociali, produttive e abitative. 

Il territorio della Valle dell’Adda unito dal fiume e dalle sue storie

Un territorio che si estende per circa 30 chilometri in lunghezza, ma il cui perimetro è in realtà molto più ampio, considerando le due sponde del fiume” spiega Annalisa Ferraro, curatrice del progetto “Nel 2006 è nato l’Ecomuseo che aggrega i nove Comuni dell’area, molto diversi tra loro, ma uniti dalla presenza dell’Adda e dal passaggio di Leonardo, che a Vaprio d’Adda fu accolto e ospitato dalla famiglia Melzi all’inizio del Cinquecento, e in eredità lasciò il Naviglio di Paderno (almeno l’idea in nuce, schizzata su alcuni fogli del Codice Atlantico, ndr) e una serie di disegni per il Traghetto di Imbersago”.
Il fiume, però, è sempre stato il comune denominatore, stimolando il progresso e la necessità di aguzzare l’ingegno: “Pensiamo alla difficoltà di collegare le due sponde, che ha portato, per esempio, alla costruzione del Ponte ad arco, in ferro, di Paderno, sul finire dell’Ottocento; al proliferare delle centrali idroelettriche per sfruttare la forza dell’acqua, alla costruzione di rogge e canali per l’irrigazione”. Ma anche alla condivisione di culti d’acqua insistenti sulla Vergine Maria e su San Giovanni Nepomuceno.

Navigazione Mappa di Comunità sul totem multimediale. Ph ©Arianna Ciofi
Navigazione Mappa di Comunità sul totem multimediale. Photo Arianna Ciofi

I nuovi itinerari turistici lungo il fiume Adda a partire dalle mappe di comunità

Il lavoro di Identità Fluenti ha puntato a perfezionare una serie di strumenti di racconto, orientamento e scoperta per custodire e divulgare queste storie. Mappando oltre 260 luoghi e restituendo 26 itinerari, tutti consultabili su una piattaforma digitale interattiva che non solo consente di pianificare percorsi tematici su misura, ma offre anche contenuti multimediali e video-interviste ai veri protagonisti del progetto: gli abitanti delle diverse comunità.
Dietro la realizzazione di questi apparati turistici, infatti, ci sono gli incontri con le comunità: “Gli ecomusei hanno l’obbligo di dotarsi di mappe di comunità che siano a disposizione dei cittadini. Siamo partiti dalla realizzazione di queste mappe, riunendo da un lato assemblee pubbliche aperte a persone di ogni target, dall’altro raccogliendo interviste individuali ai personaggi più rappresentativi. I loro racconti ci hanno aiutato a individuare i luoghi meno turistici: la roggia dove giocavano un tempo i bambini, il passaggio dove nascevano i primi amori, le cascine che erano punto di aggregazione sociale. Un patrimonio di ricordi ed esperienze prezioso da condividere. Perché la restituzione grafica fosse originale e comunicasse il significato autentico dell’operazione abbiamo poi coinvolto l’illustratrice Silvia Marinelli”.

Targa tattile e Opera diffusa LIMEN_Cornate d'Adda_Ph © Arianna Ciofi 2025
Targa tattile e Opera diffusa LIMEN, Cornate d’Adda, Photo Arianna Ciofi

Sulla piattaforma digitale si consulta ora la grande Mappa di Comunità dell’Ecomuseo Adda di Leonardo, che ricompone in un’unica visione ciò che prima era frammentato, offrendo una lettura coerente e riconoscibile dell’intero sistema territoriale. Tutti i punti raccolti sono stati riportati anche in una mappa geolocalizzata, e i luoghi schedati uno a uno, per offrire informazioni utili e approfondimenti, ideati con il contributo di storici dell’arte, mediatori culturali, archivisti ed esperti della comunicazione del patrimonio.
Sul territorio, invece, sono stati installati tre totem multimediali interattivi (a Imbersago, Trezzo sull’Adda e Fara Gera d’Adda), pensati come strumenti di orientamento e narrazione. Ma la riattivazione del circuito ha previsto anche l’intervento dell’arte contemporanea, con la posa delle quattro installazioni permanenti dell’opera diffusa Limen. I luoghi soglia, firmata dall’artista Jasmine Pignatelli, per introdurre nel paesaggio dell’Adda nuovi punti cardinali e simbolici.

rezzo, Centrale Taccani. Ph ©Mario Donadoni per l'Ecomuseo Adda di Leonardo
Trezzo, Centrale Taccani. Photo Mario Donadoni per l’Ecomuseo Adda di Leonardo

Esplorare la Valle dell’Adda

Oggi, questa porzione di territorio rivendica la sua identità fluviale proponendosi come museo diffuso vivo e partecipato, in continuità con i territori del medio e basso corso del fiume, fino alle aree del Parco Adda Sud. Perfetto per essere esplorato a piedi o in bicicletta, lungo un sistema attraversato da ciclovie e sentieri, al centro di progettualità orientate alla tutela del paesaggio e alla mobilità dolce. Si scopre così che in antichità l’Adda era attraversato da undici “traghetti” (porti natanti a fune), che attirarono anche l’interesse di Leonardo: quando nell’Ottocento la nascente industria richiede ponti stabili in muratura, solo il traghetto di Imbersago – oggi ancora in funzione, privo di motore e azionato dall’utilizzo controllato della corrente d’acqua come forza motrice – sopravvive. A Robbiate, invece, si incontra quel che resta del Cappellificio di metà Ottocento che trasformava il semplice feltro in cappelli eleganti, richiesti in tutta Italia e oltre. E si cammina tra lavatoi settecenteschi e torri medievali, pietre d’inciampo che riportano alle deportazioni naziste e leggendari campi di battaglia, come quello che vide sfidarsi il re longobardo Cuniperto e il ribelle conte Alachi, nel territorio dell’odierna Cornate.

Dopo aver esplorato l’area, si può proseguire – sempre seguendo il fiume – alla volta di Milano verso il Naviglio della Martesana o, nella direzione opposta, verso celebri mete di archeologia industriale, come il sito Unesco di Crespi d’Adda, con il suo villaggio operaio rimasto immutato nel tempo.

Livia Montagnoli

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