Palazzo Pianca, il boutique hotel a Venezia che promuove il design d’autore

Pianca, azienda di arredi tra le più apprezzate e radicate sul territorio veneto, ha aperto una propria struttura ricettiva con l’intenzione di sfruttarla come un centro di ricerca applicata. Dove studiare – e possibilmente anticipare – stili e tendenze nell’ambito dell’ospitalità. L’abbiamo visitata

Palazzo Pianca, Venezia, Suite Peacock
Palazzo Pianca, Venezia, Suite Peacock

L’esterno è quello di una dimora veneziana del XVI secolo da poco ristrutturata, a metà strada tra l’opulenza barocca della chiesa di Santa Maria del Giglio e il Canal Grande e a pochi passi da Piazza San Marco. All’interno si nasconde una struttura ricettiva sui generis, che appartiene a un’azienda storica del design italiano e funziona come un laboratorio, in due direzioni: agli ospiti permette di “testare” i prodotti su un tempo più lungo di quello che sarebbe consentito in uno showroom, mentre per il brand rappresenta un punto di vista privilegiato sull’evoluzione degli stili di vita e dei bisogni di un pubblico decisamente variegato.

Palazzo Pianca, Venezia
Palazzo Pianca, Venezia

DA PALAZZO SIGNORILE A BOUTIQUE HOTEL

Acquistato da Pianca negli Anni Novanta, l’edificio, vincolato come gran parte del centro storico della città lagunare e inizialmente suddiviso in quattro appartamenti, è rimasto disabitato fino al 2020. La ristrutturazione, portata avanti in piena pandemia e conclusa nel giro di un anno, ha cercato laddove possibile di salvaguardare gli elementi originali facendoli dialogare con gli arredi che, invece, sono decisamente contemporanei. Il gioco è riuscito in particolare nelle tre camere più grandi, ricavate al piano nobile: la suite Peacock, per esempio – la più spaziosa, tutta giocata sul contrasto tra antico e moderno e sui toni del grigio e dell’oro, ripreso anche dalla carta da parati –, integra un camino in legno d’epoca e una scala originale, oltre agli alti soffitti con travi decorate e dorate.

Palazzo Pianca, Venezia. Photo Giulia Marani
Palazzo Pianca, Venezia. Photo Giulia Marani

IL PROGETTO DI INTERIOR PER PALAZZO PIANCA

Gli interni seguono ispirazioni diverse, dalla botanica alle penthouse americane, in equilibrio tra il gusto per le linee pulite proprio del brand e il rimando ai fasti della Serenissima, che si esplicita soprattutto nelle scelte cromatiche. Le camere riprendono, infatti, i tipici colori delle facciate veneziane: giallo ocra, sabbia, terra di Siena, blu cobalto, verde zinco chiaro.
Gli interventi, che hanno interessato tutte le aree, hanno avuto l’obiettivo di recuperare tutto il possibile nel rispetto della struttura e del suo carattere originale” spiega Aldo Pianca, presidente di Pianca. “Non sempre però è stato fattibile mantenere gli elementi preesistenti all’interno degli ambienti. Gli accostamenti di stili differenti vogliono unire contemporaneità e tradizione, indicando il forte legame dell’azienda e del palazzo con la storia della città”.

La vista da Palazzo Pianca, Venezia. Photo Giulia Marani
La vista da Palazzo Pianca, Venezia. Photo Giulia Marani

MOBILI CUSTOM-MADE E PEZZI ICONICI

Per quanto riguarda gli arredi, se alcuni pezzi sono stati studiati per l’occasione, si riconoscono alcune icone storiche di Pianca e successi recenti come le poltrone Calatea di Cristina Celestino (del 2017), ispirate alla forma organica e alle sfumature di colore di una pianta sudamericana, e Laurie, disegnata dallo studio Calvi Brambilla e presentata nel 2019, il letto Rialto (design Emmanuel Gallina, 2018), o ancora il divano Asolo firmato da Emilio Nanni. Sul tetto, infine, un’altana – cioè una delle tipiche terrazze pensili posate sui palazzi di Venezia – permette di godere di un panorama suggestivo: la vista dall’alto di uno dei contesti più famosi e più fotografati al mondo, con il campanile di San Marco sullo sfondo.

Giulia Marani

https://www.palazzopianca.com/

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AutoriEmilio Nanni, Cristina Celestino
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Giulia Marani
Giornalista pubblicista, vive a Milano. Scrive per riviste italiane e straniere e si occupa della promozione di progetti editoriali e culturali. Dopo la laurea in Comunicazione alla Statale di Milano si specializza in editoria a Paris X-Nanterre. La passione per l’universo del progetto nasce proprio a Parigi, dove lavora nella redazione della rivista Architectures à vivre (dal 2007 al 2012) e partecipa al lancio di EcologiK, la prima rivista francese dedicata alla progettazione ecoresponsabile. Collabora con Artribune dal 2013 e coordina le pagine dedicate al design da gennaio 2019.