Morto a Roma Vittorio Sermonti. Scrittore, regista, attore, prima di Benigni portò Dante nelle piazze italiane

Scrittore, regista televisivo e di teatro, attore, giornalista e docente all’Accademia nazionale d’arte drammatica. È scomparso all’età di 87 anni

Vittorio Sermonti
Vittorio Sermonti

Un grande intellettuale, un uomo poliedrico e originale che ha saputo parlare tanto agli studiosi quanto alle persone comuni incuriosendole e attirandole, anche attraverso le sue indimenticabili letture, nella riscoperta dei versi di Dante”. Con queste parole il Ministro dei beni culturali Dario Franceschini ha ricordato la figura di Vittorio Sermonti, lo scrittore, regista televisivo e di teatro, attore, giornalista e docente all’Accademia nazionale d’arte drammatica scomparso a Roma all’età di 87 anni. Il prototipo dell’intellettuale a tutto tondo: la sua ultima opera, il romanzo autobiografico Se avessero, è stato finalista al Premio Strega; grande appassionato di musica ha scritto su Mozart, Lorenzo Da Ponte, Emanuel Schikaneder, Pietro Metastasio, Ettore Petrolini, August Strindberg. Nel privato frequentava l’high society: dopo il primo matrimonio con Samantha Rattazzi, figlia di Susanna Agnelli, dalla quale ebbe tre figli, nel 1992 aveva sposato la poetessa Ludovica Ripa di Meana. E pur avvicinandosi ai 90 anni, era molto attivo anche nel mondo tecnologico: pochi giorni fa annunciava via Twitter che si sarebbe preso una pausa dai suoi impegni e qualche giorno di riposo.

TRE VOLUMI DI RILETTURA E COMMENTO DELLA COMMEDIA
Ma la sua figura resta legata all’attività di dantista: al Sommo Poeta aveva dedicato tre volumi di rilettura e commento della Commedia, le prime due cantiche – ricorda Paolo Di Stefano sul Corriere della Sera – con la supervisione di Gianfranco Contini, la terza con l’assistenza di Cesare Segre. Il tutto pensato e adattato in chiave scolastica. E il suo ruolo chiave nell’ampliare la conoscenza di Dante presso il grande pubblico andò oltre la sfera didattica: visto che – ben prima dei successi di Roberto Benigni – fu lui a portare la Divina Commedia nelle piazze e nei festival, con letture pubbliche capaci di arrivare ad un’ampia fascia di ascoltatori e infatti sempre di grande successo, spesso riproposte anche alla televisione.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.