Morto a Milano a 102 anni l’architetto e designer Luigi Caccia Dominioni. Ecco le sue opere più celebri

Per tutta la vita legato a doppio filo alla sua città di Milano, dove era nato il 7 dicembre 1913. Sua la risistemazione di piazza San Babila nel 1997

Luigi Caccia Dominioni
Luigi Caccia Dominioni

Io non prendo l’aereo e voglio seguire tutto da vicino. Per questo non ho fatto quasi nulla lontano da Milano”. Queste poche parole, estrapolate da un’intervista di una quindicina di anni fa, dicono molto dell’approccio al suo lavoro dell’architetto, urbanista e designer Luigi Caccia Dominioni: della sua maniacale cura di ogni dettaglio dei suoi progetti, che seguiva sempre in prima persona, e del legame che l’ha sempre stretto a doppio filo alla sua città. A Milano era nato il 7 dicembre 1913, a Milano è morto oggi, a meno di un mese dal suo 103mo compleanno. Dopo gli studi alla facoltà di Architettura al Politecnico di Milano, dove si era laureato nel 1936, aveva conseguito l’abilitazione professionale a Venezia; nel frattempo, sempre nel 1936, aveva aperto lo studio professionale assieme ai fratelli Livio e Piergiacomo Castiglioni.

NEL 1975 SI ERA TRASFERITO NEL PRINCIPATO DI MONACO
Dal dopoguerra, che l’aveva visto rientrare dalla Svizzera dove era riparato per non aderire alla Repubblica Sociale, prende il via una carriera diversificata ma sempre strettamente legata a Milano. Avremo modo di approfondirla in un ampio omaggio che troverete a breve su Artribune: qui basterà ricordare gli arredi e oggetti di design prodotti assieme all’architetto Ignazio Gardella, con il quale fondò la celebre azienda Azucena, ed i tanti edifici meneghini, da Casa Caccia Dominioni in piazza Sant’Ambrogio (1947/50) al palazzo delle Cartiere Binda (1966), la Chiesa di San Biagio a Monza (1968), al grattacielo di Parc Saint Roman, nel Principato di Monaco, dove si era trasferito nel 1975. Sua anche la risistemazione di piazza San Babila, sempre a Milano, del 1997. Fra le sue realizzazioni come designer da ricordare la poltrona Catilina del 1958, il mobile Casaccia del 1962, la poltrona Toro del 1973, la panchina Monforte del 1986.

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