Sotheby’s si compra il più importante indice del mercato dell’arte. Scandalo? No, solo servizi sempre più obbiettivi

Il Mei Moses Art Indices si è guadagnato la posizione di leader del settore con analisi scientifiche delle tendenze legate ai repeat sales, ovvero le vendite dello stesso oggetto d’arte in diversi momenti temporali

Sotheby's, l'asta di Londra a ottobre 2016
Sotheby's, l'asta di Londra a ottobre 2016

L’idea che un importante soggetto del mercato dell’arte si compri il più importante indice dello stato di salute e dei trend di quello stesso mercato, vi fa pensare ad un pizzico di conflitto di interessi? In termini generali, potreste aver ragione: ma spesso le cose stanno in maniera diversa da come appaiono. Qui il protagonista è il gigante delle aste Sotheby’s, che ha appena annunciato l’acquisizione del Mei Moses Art Indices, che si è guadagnato la posizione di leader del settore con le sue analisi scientifiche delle tendenze legate ai repeat sales, ovvero le vendite dello stesso oggetto d’arte in diversi momenti temporali anche lontani fra di loro, per tenere traccia delle variazioni di valore.

45MILA REPEAT SALES
Nessun conflitto, quindi, visto l’approccio oggettivo, analitico e verificabile, dei dati valutate da quello che ora prenderà il nome di Sotheby’s Mei Moses. L’indice può contare su un database costantemente aggiornato di 45mila repeat sales, relativi a vendite di oggetti in otto diverse categorie, circa 4mila dei quali passano di mano ogni anno. Un nuovo efficace strumento con il quale la casa d’aste cerca di affinare il proprio operato e l’offerta dei propri servizi, per fronteggiare dei risultati che nell’ultimo semestre non hanno ricalcato i successi degli anni più recenti. “Siamo felici di essere in grado di fornire ai collezionisti informazioni proprietarie su misura per le loro esigenze”, ha commentato Adam Chinn, Vice Presidente esecutivo di Sotheby. “Allo stesso tempo l’indice ci aiuterà ad individuare ed esaminare i trend che possono ispirare ulteriori innovazioni all’interno di Sotheby’s per servire al meglio una base di clienti in forte espansione“.

GLI ALTRI INDICI SUL MERCATO
Una conferma della “terzietà” dell’Mei Moses? Oltre a Sotheby’s, fra i suoi maggiori clienti per le analisi del mercato – e anche fornitori di dati grezzi da approfondire – c’è anche la storica rivale Christie’s. Ma quali sono gli altri importanti indici presenti su questi settoriale ma nodale settore? C’è l’Artnet Indices, che monitorizza varie categorie di mercato, arte contemporanea, arte impressionista e arte moderna, con indici specifici per artista o anche per sottoinsiemi di opere di un singolo artista. Il database di Artnet include vendite di 1.600 case d’asta di tutto il mondo, inclusi i risultati delle aste online, anche attraverso siti esterni come Auctionata e Heritage Auctions. E poi l’Artprice Global Index, per arte contemporanea e moderna, dove gli abbonati possono generare indici su specifici artisti. Fonte dei dati sono le vendite di 4.500 case d’asta, ma in questo caso non i risultati delle aste online: anche questo indice utilizza la metodologia dei repeat sales.

www.sothebys.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.