Paris Updates: cosa e a quanto si è venduto alla FIAC? Le prime notizie sugli affari conclusi in fiera premiano anche gli italiani

Vanno alla grande le gallerie francesi, da Galerie Templon a Thaddaeus Ropac. Skarstedt Gallery vende il primo giorno un George Condo per 500mila dollari

Vernissage di FIAC - foto Silvia Neri
FIAC 2016 - foto Silvia Neri e Hassene Hamaoui

Sono ormai giorni che vi stiamo raccontando – spesso live, con le dirette sulla nostra page Facebook – quello che accade a Parigi in questa intense giornate, dalla fiera FIAC alle altre rassegne collaterali e a tutto quello che succede in città in questo weekend di trasferta francese. Ma gli affari si concludono? Siamo andati a compulsare in giro diverse fonti, specie nei media specializzati, per darvi un’idea di quel che accade soprattutto al Grand Palais, la sede della fiera principe. Skarstedt Gallery – basata a New York e Londra – avrebbe venduto già il primo giorno un dipinto di George CondoUntitled (Head N ° 1, del 2016) per 500mila dollari, e Three Part Yarn Stack, opera del 1990 di Mike Kelley, per 275mila dollari. Bene anche gli affari per Sprüth Magers, con Untitled di Cyprien Gaillard venduto a un collezionista inglese per 140mila dollari, e un dipinto di Karen KilimnikThe fop in Scotland (2015) per 110mila dollari a un collezionista americano.

TORNABUONI VENDE ALBERTO BIASI
350mila dollari sarebbe il prezzo pagato per I Am James Dine age 81, di Jim Dine, nel booth di Galerie Templon, dal quale pare sia uscito impacchettato anche Elizabeth of France, Question of Spain di Kehinde Wiley, venduto a collezionisti parigini per 145mila dollari. Bene anche per Thaddaeus Ropac, con vendite su artisti come Tony Cragg, Yan Pei-Ming, Robert Longo e Georg Baselitz, il cui Guidiamo (2016) è stato piazzato per 500mila dollari a un acquirente tedesco. Qualche buona notizia anche per l’Italia: Tornabuoni pare abbia venduto tre opere di Alberto Biasi – Dinamica, del 1996; Ingresso trionfale, 2001; Dinamica notte, 2011, per prezzi compresi fra i 50mila e i 120mila dollari.

– Massimo Mattioli

www.fiac.com

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.