Museo Riso di Palermo. Le mostre della stagione 2016/2017, tra grandi artisti siciliani e internazionali

Con il Museo Riso prosegue il nostro ciclo di anticipazioni sui programmi dei musei d’arte contemporanea per la stagione autunno-inverno 2016/2017. Ne abbiamo parlato con il direttore Valeria Li Vigni

Museo Riso - foto Mariangela Insana

La nuova stagione espositiva del Polo Museo Regionale d’arte Moderna e Contemporanea di Palermo – che da luglio comprende anche il Museo Interdisciplinare regionale di storia naturale e mostra permanente del carretto siciliano di Terrasini Palazzo D’Aumale, oltre al settecentesco Palazzo Belmonte Riso – si è aperta il 5 ottobre nel segno della continuità: in linea con il programma di portare al Museo Riso gli artisti siciliani che hanno inciso nella cultura contemporanea internazionale trasmettendo l’immagine di una Sicilia/laboratorio culturale, ha presentato una mostra dedicata all’opera di Michele Canzoneri con una selezione di opere fra carte, sculture, bozzetti, diari, installazioni. Poi toccherà ad altri grandi siciliani come Emilio Isgrò e Turi Simeti, intervallati da artisti internazionali come Marion Greenston. Abbiamo parlato con il direttore del museo, Valeria Li Vigni, di aspettative e progettualità della stagione che va a cominciare. Partendo da un riflessione su quella precedente.

C’è qualcosa nella programmazione dello scorso anno che ha deluso le sue aspettative o al contrario l’ha invece sorpresa?
Il nostro programma ha percorso tre  direttive specifiche, animate dal desiderio di esporre i grandi artisti siciliani che hanno riportato successi internazionali, europei ed extraeuropei, al fine di dare il giusto tributo nella terra di origine nell’unico Museo Regionale di Arte Moderna e Contemporanea. E, dall’altro, invitare gli artisti internazionali, perseguendo l’obbiettivo di dare stimoli ai giovani attraverso i grandi nomi del contemporaneo, così come è avvenuto con la mostra Nel mezzo del mezzo che ha visto partecipare 80 artisti europei provenienti dai paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Poi è stato il turno della mostra di Alberto Burri che ci ha visti partecipare ai festeggiamenti del grande artista umbro, e infine l’integrazione di nuovi artisti nel nostro archivio SACS (lo Sportello per l’Arte Contemporanea della Sicilia, creato dal Museo Riso per la promozione della creatività siciliana in Italia e all’estero N.d.R.) che hanno realizzato mostre qui da noi, come nel caso di Paolo Troilo e che, con nostra sorpresa, hanno registrato un flusso di visitatori pari alle grandi mostre, 6mila ingressi al mese. Il bilancio positivo ci ha fatto capire che l’apertura del museo al territorio, la condivisione dei progetti con le istituzioni pubbliche, con i cittadini, con le associazioni, il sostegno ai giovani artisti ha creato una forte ricaduta sulla nostra istituzione che è diventata punto di riferimento per molti e laboratorio culturale per tutti.

La targa del Museo Riso
La targa del Museo Riso

Su quale aspetto crede che il suo museo debba migliorarsi?
La comunicazione: spesso le nostre attività non sono ben divulgate. Tanto per farle un esempio, il pubblico che abbiamo ospitato in occasione dei concerti estivi in collaborazione con l’Orchestra Sinfonica Siciliana ha registrato più di 2mila visitatori che non sapevano dell’esistenza del Museo. Lo stesso è avvenuto anche con la rassegna di teatro-danza Contemporaneo Sensibile: ciò a testimonianza che dobbiamo fare ancora molta strada per raggiungere i flussi dei musei europei, e soltanto formando nuove professionalità in grado di trasmettere al meglio riusciremo a rivalutare i nostri luoghi della cultura

Qual è l’identità della programmazione di quest’anno: su cosa puntate?
Attraverso il suo programma il museo svolge costantemente la sua funzione di divulgazione dell’arte contemporanea in Sicilia creando una buona cassa di risonanza all’estero. Il D’Aumale, recentemente inserito nel Polo del contemporaneo, ha appena avviato la sua attività con una rassegna di musica jazz ed elettronica con artisti di fama internazionale grazie ad un’iniziativa direttamente promossa dall’Assessorato regionale alla cultura. Quale Polo di Attrazione nei progetti europei sono state progettate, poi, iniziative di riqualificazione per l’adeguamento agli standard museali, ma anche mostre e itinerari esterni, e collegamenti con l’aereoporto, nell’ottica di rendere il museo sempre più integrato nella vita sociale.

In che proporzione le vostre mostre sono interamente prodotte dal museo, coprodotte con altre istituzioni o acquisite da soggetti esterni?
Le mostre sono realizzate dal museo, talvolta con piccole iniziative direttamente promosse dal nostro assessorato regionale, per la maggior parte con l’ausilio degli sponsor che reperiamo con un bando ad evidenza pubblica, talvolta inserendo anche altre istituzioni che collaborano alla realizzazione creando una rete pubblico- privato come nel caso di A Sicilian Walk (il progetto di mostra diffusa a cura di Giusi Diana che ha coinvolto l’estate di un anno fa cinque fra istituzioni pubbliche e fondazioni private in Sicilia N.d.R.), e con fondi europei come nel caso di Nel Mezzo del Mezzo.

A quanto ammonta il budget dedicato alla programmazione delle mostre di quest’anno? Con quale variazione rispetto agli anni precedenti?
Non abbiamo avuto assegnato alcun budget quest’anno e in compenso a beneficio dell’Amministrazione Regionale abbiamo aumentato del 20% il patrimonio artistico, attraverso donazioni da parte degli artisti che hanno donato un’opera al Museo. Tra questi Cossyro, Catalano (che ha donato i suoi torchi insieme ad alcune opere)  gli eredi Samonà, Bianchi, Nunzio. Rispetto al passato c’è un abisso: le risorse per il Riso erano più corpose. Le risorse oggi sono scomparse e pertanto il Museo ha presentato progetti da inserire nella programmazione europea per adeguare le strutture agli standard di qualità, ma anche per programmare grandi eventi, essendo Poli di attrazione insieme al Museo di Terrasini e alla Cappella dell’Incoronazione (seconda sede del Museo Riso N.d.R.).

– Claudia Giraud

RISO – Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia
Palermo – Via Vittorio Emanuele, 365
www.palazzoriso.it

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è Caporedattore Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica "Art Music" dedicata a tutti quei progetti dove il linguaggio musicale si interseca con quello delle arti visive. E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).