Election Day: Jenny Holzer fa due video pro-Hillary Clinton. Molti gli artisti che scendono in campo

Manca poco all’8 novembre, data per le elezioni americane che stanno tenendo il mondo con il fiato sospeso. E gli artisti incalzano il candidato Repubblicano con una serie di interventi no Hillary. Dall’arte al mondo del design la creatività made in Usa scende in campo

Jenny Holzer
Jenny Holzer


In una campagna elettorale non senza colpi di scena, come quella che si sta svolgendo negli Stati Uniti anche gli artisti stanno scegliendo “da che parte stare”. Tra i più famosi, peraltro nota per i suoi
truismi, assunti di verità, creati tra il 1977 e il 1979, è stata Jenny Holzer a fare coming out contro Donald Trump, il candidato repubblicano. L’artista delle parole sceglie quelle a suo parere più mirate per l’aspirante alla Casa Bianca per il ruolo di uomo o donna più potente del mondo. L’approccio politico non è una novità nel lavoro della Holzer: uno dei suoi truism recitava infatti se non sei politico, la tua vita dovrebbe essere esemplare. L’artista, nata negli Stati Uniti nel 1950, non è inoltre l’unica ad essere scena in campo per Hillary. Tra le altre ci sono Carrie Mae Weems, Cat Mazza e Cruz Ortiz: tutte loro si stanno impegnando per creare opere che raccontino in maniera chiara ed efficace la campagna elettorale della ex first lady e i suoi punti chiave come riporta il sito della casa editrice Phaidon.


UNA CAMPAGNA AD ARTE
Jenny Holzer ha quindi selezionato tre frasi dai discorsi di Hillary Clinton e le ha animate: “quando le donne partecipano ai processi di pace siamo tutti al sicuro, più al sicuro”; “A mio parere non sei pienamente umano, pienamente civilizzato se non riconosci l’umanità in tutti; “credo che i diritti delle donne e delle ragazze rappresentano l’affare infinito del XXI secolo”. Le tre frasi sono state animate all’interno del video che potete cliccare qui e che racconta cosa significherà per milioni di americani, a parere della Holzer, scegliere Hillary invece che Trump. Ma c’è anche un altro pezzo dove le tre frasi diventano “pietre miliari” della storia già compiuta della presidenza di Hillary, in una specie di sguardo su un futuro già realizzato.
L’arte contemporanea ha svolto un ruolo importantissimo per la campagna elettorale negli USA, a testimonianza anche del settore nel Paese in cui sta svolgendo. Lo scorso settembre infatti a New York si è svolta un’asta d’arte contemporanea di fundraising per sostenere la campagna di 
Hillary Clinton alle presidenziali degli Stati Uniti. L’appuntamento, che ha visto Chelsea Clinton, figlia di Hillary, come testimonial, ha goduto della partecipazione di artisti come Jeff Koons (che ha ricevuto la medaglia di Stato per le arti quando la Clinton era Segretario di Stato), Sarah Sze, Chuck Close, Barbara Kruger, Lisa Anne Auerbach, Elisabeth Kley, Maynard Monrow, Lily Stockman, Rob Wynne. A ospitare e promuovere il tutto è stato niente meno che Gagosian, che per la prima volta si è schierato a favore di un candidato democratico


LA TRUMP MANIA
Ma quella che si è scatenata è una vera e propria “Trump mania”. Sono tantissimi infatti gli artisti, i designer, i creativi che si sono espressi in un senso o in un altro. Da Brian Andrew Whiteley che su Artspace ha messo in vendita un suo pezzo che lascia poco spazio all’immaginazione. Si chiama Made America Hate Again e rappresenta una lapide mortuaria su cui sono incisi il nome e la data di nascita di Donald Trump. Anche qui lo scenario è già compiuto, così come il destino del Paese che ha scelto il candidato repubblicano anziché la Clinton. Anche il mondo del design dice la sua: ad esempio lo spazio Messicano Estudio 3.14 ha realizzato un rendering del famoso muro che Trump ha dichiarato di far costruire tra Stati Uniti e Messico. Una barriera tuttavia rosa e sfavillante, in un cortocircuito di senso tra realtà e immaginazione. I designer americani Sagmeister & Walsh hanno invece realizzato 40 spillette per sensibilizzare i giovani contro il candidato repubblicano. Non possiamo permettere, riporta il sito Dezeen, ad un razzista, misogino, omofobo di diventare Presidente degli Stati Uniti, queste le motivazione degli ideatori.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.