Dubai Design Week 2016. Da Norman Foster a Jean Nouvel, tutte le cose da vedere

Uno dei mercati più interessanti del mondo accoglie le migliori firme della creatività internazionale. Non manca l’Italia: con i brand iconici Moroso, Artemide e Superstudio

Dubai Design Week © Dubai Design Week Downtown People Interacting
Dubai Design Week © Dubai Design Week Downtown People Interacting

Dal 24 al 29 ottobre, nell’arcipelago artificiale più famoso degli Emirati Arabi Uniti, come ogni anno, la Dubai Design Week sta per ramificarsi lungo tutta la città. Attraverso il supporto di aziende d’impatto come Audi, Huawei e Swarovski, nonché la benedizione dell’altro patronato di Sua Maestà Sheikha Latifa bint Mohammed bin Rashid Al Maktoum, la definizione di Design promette di estendere i propri limiti. Lo stile e la sperimentazione saranno in scena, secondo diversi gradi di lettura e multidisciplinarietà, attraverso l’eccellenza di forme, materiali e ricerca dando vita alla settimana del Design più esteso di tutto il Medioriente. In soli sei giorni si avvicenderanno oltre centocinquanta eventi non solo all’interno del Dubai Design District (il cosiddetto d3) ma anche in moltissime altre sedi.
In prossimità del Dubai Creek e potendo contare su hotel di design fronte mare,  il quartiere d3, grazie al sostegno di TECOM Group, sarà la perfetta piattaforma sulla quale imprese individuali, attraverso mostre dedicate, ambienti, installazioni e convegni riveleranno progetti dedicati a  innovazione e sperimentazione, insediandosi negli spazi di undici edifici che daranno luogo a gallerie e outlet di design, ma anche boutique e ristoranti gourmand, tra presenze di casa e ospiti internazionali. E’ in costruzione, per le prossime edizioni, un luogo apposito, di un milione di metri quadrati, che si chiamerà Creative Community e che nei prossimi anni potrebbe diventare il nuovo epicentro per designer e artisti emergenti.

L’ITALIA C’È. CON ARTEMIDE, MOROSO E SUPERSTUDIO
Uno fra gli aspetti più interessanti della DDW è il fatto che si invitino i visitatori, sospingendoli, inoltrandoli verso eventi che, nati da iniziative indipendenti (tra artigiani, piccole start-up, grandi aziende e collettivi di design) convergono nel far esplorare nuovi distretti, portando un pubblico globale a diventare sempre meno alla ricerca dell’immagine da fiction che Dubai si è guadagnata. Un tour da compiere, fra open studio e botteghe di alto artigianato è quello di DRAK al Ras-Al-Khor, attraverso Alserkal Avenue e Al Quoz, seminari di gemmologia e concept store a Jumeriah. Quest’anno, inoltre, per la prima volta saranno presenti anche le proposte degli studenti del Royal College of Art, con una serie di workshop ben strutturati, tra esperti di estetica, approcci curatoriali al Design e nuove scoperte.
Ma, accanto all’establishment istituzionale, saranno presenti brand come Artemide che presenterà pezzi di Norman Foster, Naoto Fukasawa e Jean Nouvel, mentre la Galerie Nationale si trasformerà in un appartamento francese con oltre 140 pezzi dedicati alle arti decorative, tra il XX e il XXI secolo; di rimando, Custot Gallery Dubai proporrà le sculture in acciaio di Bernar Venet; mentre la Spagna a The Odd Piece sarà in mostra attraverso progetti di Dalì e Gaudì; accessori e arredi di Superstudio saranno posti accanto a oggetti di Tom Dixon e il marchio Athath si focalizzerà sulla casa da HAY. Notabvile sarà anche la partnership tra Future Design e Moroso che con Junglemania proporanno un’installazione botanica ispirata all’Africa, grazie anche a progetti di Tord Boontje, Patricia Urquiola e Sebastian Herkner.

SPAZIO AGLI EMERGENTI
In ultimo, da non mancare Dedon e l’installazione all’aperto alla Nakkash Gallery, per un nuovo lusso outdoor. Ma Dubai, sarà, settimana prossima, fondamentale per due categorie di pubblici: per designer emergenti e per professionisti. In apparenza all’opposto, i primi potranno sfruttare i numerosi incontri e laboratori che introdurranno al mondo del Design, come gli appuntamenti presso lo Sharabassy Built Environment Studio; presso S2 Interiors e FN Design Gallery e Orikami Lab; senza contare le conferenze organizzate dal The College of Fine Arts & Design all’Università Americana degli Emirates con un ospite d’eccezione come il keniota Rayan Abdullah. Degni di nota anche gli eventi dal titolo The Craft Journey, organizzato dallo studio Etqaan che introdurranno strumenti pratici e tecniche di design, attraverso incontri e piccole conferenze guidate da designer esperti e artigiani arabi. Per i professionisti, la Design Dubai Week il kitchissimo Pallavi Dean che ospita il pretenzioso Powerhouse Public Speaking for Design Gurus, all’interno del quale verranno esposte case history dalla Design Human Experience ad una sessione di Q&A, promette anche ricognizioni e test su materiali tradizionali utilizzati per un’ecologia dell’abitare, come nel progetto Project Point, aperto in parallelo al workshop sull’illuminazione delle facciate con  i rigorosissimi sistemi di Zumtobel.

– Ginevra Bria

www.dubaidesignweek.ae
www.dubaiculture.gov.ae
www.dubaidesigndistrict.com

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.