Cancellati da Wikipedia perché poco famosi. In un libro l’elenco degli artisti dimenticabili

Il progetto ironico dell’artista tedesco Gregor Weichbrot mette insieme i nomi di tutti gli artisti cancellati da Wikipedia perché ritenuti poco rilevanti. Un dizionario concettuale dedicato al tema della notorietà ai tempi di Internet

Wikipedia

Chi decide se un artista è degno di essere citato in un’enciclopedia? Se questa enciclopedia si chiama Wikipedia, lo decidono gli utenti, che possono segnalare un articolo ritenuto non idoneo e candidarlo alla cancellazione. Questo meccanismo, che naturalmente serve ad evitare che chiunque possa scriversi la propria voce personale, ha generato però negli anni anche una serie di situazioni controverse, in cui finiva per essere messo in discussione il concetto stesso di fama e di “rilevanza”. È famoso ad esempio il caso del performer inglese Nimrod Kamer, che nel 2002 vide cancellata la sua pagina (poi ripristinata) perché ritenuta non necessaria vista la sua “scarsa notorietà”.

UN WALL OF SHAME DIGITALE
A riflettere su questo tema arriva ora un progetto ideato da Gregor Weichbrodt. L’artista tedesco, che ha visto la propria voce finire nel limbo della versione nazionale di Wikipedia, segnalata da un utente anonimo, perché non soddisfaceva “i criteri di notabilità per gli autori e per gli artisti”, ha deciso di contrattaccare.
Ho scritto un programma in linguaggio Python in grado di scaricare automaticamente tutti gli articoli di Wikipedia che sono stati candidati alla cancellazione negli ultimi dieci anni. Ho poi filtrato i risultati per tipo di occupazione artistica. Mi sono così reso conto di non essere affatto solo nel mio destino e che il mondo è pieno di ‘artisti non degni di nota’. Questo libro è dedicato a loro”. Oltre un migliaio fra artisti, musicisti, fotografi, attori, ballerini, registi e illustratori sono ora elencati in un ironico “dizionario”, che verrà dato alle stampe dalla casa editrice Frohmann. Per ora, se siete curiosi, è disponibile online la versione in pdf.

– Valentina Tanni

il pdf del libro di Gregor Weichbrodt

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.
  • http://www.saatchiart.com/grazi Roberto Scala

    Diamine hanno cancellato anche il famoso Mail Artista Roberto Scala inaudito .

  • http://www.saatchiart.com/grazi Roberto Scala

    Cosa, come è quando ?