A Palazzo Fortuny di Venezia la più bella mostra del mondo. Ecco i vincitori degli Oscar dei musei 2015

Proportio, curata da Daniela Ferretti e Axel Vervoordt trionfa nell’ambito dei Leading Culture Destinations Awards assegnati a Londra

Proportio - veduta della mostra a Palazzo Fortuny, Venezia 2015 - photo Jean-Pierre Gabriel
Proportio - veduta della mostra a Palazzo Fortuny, Venezia 2015 - photo Jean-Pierre Gabriel

Se ci fosse stata la categoria “serie di mostre”, di sicuro si sarebbe aggiudicata anche quella: già, perché l’esposizione, allestita a Palazzo Fortuny di Venezia dal 9 maggio al 22 novembre 2015, completava la straordinaria serie di mostre Artempo (2007), In-finitum (2009), TRA (2011) e Tàpies. Lo Sguardo dell’artista (2013). Parliamo – molti l’avranno capito, molti l’avranno vista – di Proportio, la mostra organizzata dalla Fondazione Musei Civici di Venezia e dalla Fondazione Axel e May Vervoordt e curata da Daniela Ferretti e Axel Vervoordt: che è stata decretata Best exhibition of the year 2015 nell’ambito della terza edizione dei Leading Culture Destinations Awards, gli Oscar dei Musei, assegnati a Londra.

DAL RINASCIMENTO AL CONTEMPORANEO
Un affascinante focus sulla persistenza nel contemporaneo delle “proporzioni universali” o “divine proporzioni”, così come venivano definite in un trattato di Luca Pacioli illustrato da Leonardo e stampato a Venezia nel 1509. Con molte opere espressamente commissionate sul tema ad artisti quali ad esempio Marina Abramovic, Massimo Bartolini, Michael Borremans, esposti accanto a quelli di Carl André, Berlinde De Bruyckere, Luciano Fabro, Alberto Giacometti, Anish Kapoor, Bill Viola. Per chi non l’avesse allora vista, o non se la ricordasse, c’è l’ampia fotogallery che pubblicammo lo scorso anno.

MATTATORE ASSOLUTO IL BROAD MUSEUM
Ma cosa sono i Leading Cultural Destination Award? Un “nuovo radar mondiale nell’ambito della cultura e del turismo”, le cui scelte – e non potrebbe essere altrimenti – sono parziali: eppure i componenti della giuria, scelti fra diversi ambiti sociali, sempre ad alti livelli, sembrano garantire una buona obbiettività. Si va da Aric Chen, curatore della sezione  Design & Architecture all’M+ Museum di Hong Kong, alla gallerista Victoire de Pourtalés; da Sarah Miller, caporedattore di Condé Nast Traveller, a Johannes Torpe, Creative Director di Bang & Olufsen, fino a Tommy Rönngren, fondatore del Fotografiska – Photography Museum di Stoccolma.
Tante le categorie premiate: a far da mattatore assoluto è stato il Broad Museum di Los Angeles disegnato da Diller Scofidio + Renfro, affermatosi nelle categorie Museum Architecture of the YearBest New Museum in North America e Leading Culture Destination per il 2016. Il miglior ristorante museale è risultato LouLou, al Musée des Arts Decoratifs di Parigi, il Museum Shop of the Year quello del Louisiana Museum di Copenhagen, il Digital Museum of the Year il Rijksmuseum di Amsterdam.

– Massimo Mattioli

www.lcdawards.com

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.