Kishio Suga debutta a Milano. Le foto della mostra all’Hangar Bicocca

Prima retrospettiva fuori dal Giappone per l’artista, che presenta negli spazi di Pirelli venti installazioni ambientali che vanno dalla fine degli Anni Sessanta i giorni nostri. Le immagini in anteprima

Kishio Suga – Condition of Situated Units, 1975 2016. Courtesy dell’artista, Tomio Koyama Gallery, Tokyo e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio
Kishio Suga – Condition of Situated Units, 1975 2016. Courtesy dell’artista, Tomio Koyama Gallery, Tokyo e Pirelli HangarBicocca, Milano. Foto Agostino Osio

Una ventina di installazioni trapuntano lo spazio pneumatico delle Navate dell’Hangar Bicocca, a Milano. Situations sfodera proporzioni monumentali e si presenta come la prima mostra retrospettiva al mondo – al di fuori del Giappone – dedicata al rappresentante del membro del gruppo artistico Mono-ha, letteralmente “la scuola delle cose”, che si forma e sviluppa a Tokyo tra il 1969 e il 1972. Kishio Suga (Morioka, 1944) presenta lavori e progetti che concepisce e rielabora a partire dal 1969, rappresentando una testimonianza, una prosecuzione delle ricerche del gruppo Mono-ha fino ai giorni nostri, rievocando aspetti tematici e formali con movimenti contemporanei quali la Post-Minimal Art e la Land Art negli Stati Uniti e l’Arte Povera in Italia. La materia, tra indefinitezza e forma, tra centralità e portanza, instaura un rapporto fisico con il visitatore, fin dall’inizio: con Critical Sections (Setsu no rinkai), 1984/2016, intreccio e tensione di tessuti bianchi e neri frapposti da rami che creano una sorta di fragilissima scala aerea, tenuta a terra da lastre di zinco.

UN CREATORE DI SITUAZIONI
Questo primo intervallo con il vuoto definisce per l’artista una situazione (in giapponese jōkyō), in cui materia e spazio manifestano un legame di interdipendenza tra oggetti (in giapponese mono) differenti, creando un’unica entità, un attivatore di scambio con lo sguardo. Il percorso si addentra con il muro e gli angoli nascosti lambiti dalle funi di Fieldology, 1974/2016, mentre a pochi metri è stanziata Diagonal Phase (Shaisō), 1969/2016, sintesi teorica, estetica e fisica del movimento Mono-ha, che attraverso un’asse, una trave di legno e piccole pietre rimette al legame di continuità il principio che lega le forze del nostro pianeta ai materiali ancestrali che lo compongono. Quasi in netta contrapposizione, l’oscura prua di Soft Concrete, 1970/2016, attraverso quattro lastre di metallo, disposte a forma di rettangolo, navigano un cumulo di ghiaia su cui viene riversato cemento e olio di motore, che inonda e sommerge in parte anche le superfici metalliche, sorreggendole. Esondazione paradossale e potente di trasformazioni fisiche che segnano tempo e movimento –intrappolato dell’opera, dal momento che il cemento morbido impiega più di un anno a solidificarsi del tutto.

– Ginevra Bria

30 settembre 2016 – 29 gennaio 2017
Kishio Suga – Situations
Hangar Bicocca
Milano, via Chiese 2
www.hangarbicocca.org

 

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Ginevra Bria
Ginevra Bria è critico d’arte e curatore di Isisuf – Istituto Internazionale di Studi sul Futurismo di Milano. È specializzata in arte contemporanea latinoamericana.

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