La Finlandia rifiuta di pagare 40 milioni di dollari per costruire il Guggenheim Museum a Helsinki. E il progetto rischia di saltare

C’è tempo fino a fine 2016 per trovare i soldi necessari a costruire la sede del Guggenheim Museum a Helsinki. Ma il governo finlandese rifiuta di partecipare economicamente all’impresa

Il progetto per il Guggenheim di Helsinki di Moreau e Kusunoki © Bruno Levy & Julien Weill

Questa è la fine della questione: abbiamo escluso finanziamenti pubblici una volta e per tutte per questo mandato”. Una sentenza che si abbatte come una mannaia quella di Sampo Tehro, leader del partito conservatore che sostiene il governo in carica in Finlandia, definitivamente contrario ad accogliere la richiesta di intervenire con una cifra di 40 milioni di dollari per sostenere la nascita di una sede del Guggenheim Museum a Helsinki. Richiesta inoltrata formalmente dall’istituzione che ha promosso e sostenuto l’iniziativa, la Guggenheim Helsinki Support Foundation, ma rispedita al mittente: “non siamo contrari al progetto in quanto tale” ha dichiarato ancora Tehro all’agenzia Reuters, “solo non crediamo sia qualcosa a cui lo Stato debba partecipare”.
La somma richiesta allo Stato scandinavo avrebbe coperto una parte rilevante dell’intera somma stimata per la realizzazione del museo, calcolata tra i 134 e i 156 milioni di dollari: il futuro dell’operazione, quindi, di complica terribilmente. Soprattutto perché l’opzione che la Fondazione Guggenheim ha ottenuto per costruire sull’area fronte mare dove dovrebbe sorgere la nuova struttura scadrà a fine 2016: una data che potrebbe clamorosamente sancire il definitivo addio all’impresa, lasciando il progetto per il museo (assegnato dopo concorso allo studio francese Moreau Kusunoki Architectes) solo sulla carta. E sancendo un nuovo passo falso per i sogni in franchising della fondazione, che dopo aver visto chiudere le sedi di Berlino e Las Vegas ha già abbandonato negli anni le idee di aprire a Vilnius e Guadalajara.

LE RAGIONI DEL SI E QUELLE DEL NO
I sostenitori del progetto di Helsinki non guardano certo a queste sfortunate esperienze, ma si concentrano su quello che ad oggi rappresenta il modello vincente della politica di esportazioni del Guggenheim: la sede di Bilbao, ovviamente, ritenendo che il museo possa dare un indotto considerevole in termini di potenziamento dell’industria del turismo. Il fronte del no, al contrario, considera azzardato un investimento multimilionario da parte dello Stato finlandese, coperto dai contribuenti, in un momento in cui il governo sta tentando di contenere la crescita del debito pubblico per far fronte alla crisi economica.
Un braccio di ferro ancora lontano dall’essere risolto. Ma il tempo stringe…

http://designguggenheimhelsinki.org/

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Artribune è una piattaforma di contenuti e servizi dedicata all’arte e alla cultura contemporanea, nata nel 2011 grazie all’esperienza decennale nel campo dell’editoria, del giornalismo e delle nuove tecnologie.

2 COMMENTS

  1. È molto triste vedere un governo che trascura l’importanza di un progetto di questa entità, la speranza è che tale trascuratezza per la lungimiranza non riguardi anche altri investimenti.

  2. Si lo si sapeve da anni che era un progetto che portava avanti il Gugghy per cercare partner e soldi, l’amministrazione non era mai stata molto calda, poi sta storia di Bilbao, su uno di successo quanti hanno fallito (proprio del Guggy Los Angeles e Berlin hanno chiuso.. quello ad Abu Dhabi prima o poi arriverà forse… ) anche perchè poi che mostre arrivano? i soliti pacchetti che fanno il giro del mondo in 30 musei, noiosissime con tre opere nuove e cento riciclate…

Comments are closed.