Finalmente opening al Centro Pecci di Prato, i programmi in vista della riapertura di ottobre

Ancora un mese di attesa per uno degli appuntamenti culturali dell’anno. Oltre alla grande mostra di inaugurazione, il ritorno in attività del primo museo dedicato all’arte contemporanea in Italia sarà preceduto e accompagnato da una serie di appuntamenti. Non solo a Prato.

Centro Pecci - photo Mario Gianni
Centro Pecci - photo Mario Gianni

La data è ormai nota: il 16 ottobre, come ha ricordato il Sindaco di Prato nel corso della conferenza stampa tenutasi a Firenze, “restituiremo il Centro Pecci alla Città, alla Toscana, all’intero mondo dell’arte contemporanea”. Sarà quello il giorno in cui si potrà varcare la soglia di Sensing the wave, il progetto attraverso cui l’architetto Maurice Nio, fondatore dello studio NIO architecten con sede a Rotterdam, si è innestato sul nucleo originario firmato da Italo Gamberini. A scandire l’ultimo mese prima della riapertura sarà un’operazione cui è stato assegnato un valore narrativo e un respiro su scala regionale: a partire dal 16 settembre, La fine del mondo. Prologo, a cura di Stefano Pezzato, coinvolgerà Prato, Firenze, Pisa e Vinci. Questo iter, il cui primo atto sarà l’esposizione di un’opera di Anish Kapoor al Museo di Scienze Planetarie di Prato, ricalca direttamente la filosofia del nuovo Centro secondo il direttore Fabio Cavallucci, un’istituzione che punta a divenire forza collaborativa e “centrifuga, prima ancora di essere, con il nuovo edificio, centripeta”.

UN MUSEO IN TRASFERTA
Multiforme è l’azione di apertura verso il territorio toscano, come conferma anche l’ideazione di La Torre di Babele, mostra curata da Pietro Gaglianò che riunirà più di venti gallerie, con sedi in tutta la regione, nell’ex fabbrica Lucchesi di Prato dal 13 ottobre al 6 novembre.  Con ventitré opere raccolte in un percorso espositivo legato “all’azione, alla sfida, al superamento del limite, alla ricerca di una visione che muova la volontà umana nella vicenda biblica”. Da Arezzo si trasferisce inoltre a Prato, il format ICASTIC che presso la sede della Camera di Commercio, dall’11 ottobre al 13 gennaio 2017 indagherà il concetto di frontiera nello scenario attuale. Curato da Fabio Migliorati, ICASTIC for Pecci: Anything to declare? proporrà opere in prevalenza site-specific di Moataz Nasr, André Komatsu e Jaume Plensa. Nella cornice di Officina Giovani, dal 12 ottobre all’11 dicembre 2016, saranno esposte le 10 opere realizzate e i 25 progetti segnalati nell’ambito di TU35/2016, il programma sostenuto dalla Regione Toscana e dal Comune di Prato che ha dato seguito alla prima mappatura dell’arte emergente su scala regionale.

VERSO IL NUOVO PARCO CENTRALE
Ottobre, infine, sarà un mese decisivo per la città del Pecci anche sul fronte della rigenerazione urbana. Verrà completato l’allestimento urbano delle sculture del circuito Contemporary Tuscany Prato, un progetto che prende avvio dalla ridefinizione degli spazi esterni del Centro, non più interpretati come area di pura contemplazione, per estendersi nel centro storico e lungo gli assi viari di accesso.
La giuria internazionale, presieduta da Bernard Tschumi, annuncerà il 1 ottobre il vincitore del concorso per il Parco Centrale di Prato, relativo alla progettazione di un parco di 3 ettari destinato a sorgere nell’area del vecchio ospedale cittadino, prossimo all’abbattimento. I 10 interventi finalisti, selezionati tra 230 candidature provenienti da tutto il mondo, saranno inoltre mostrati nel corso di un’esposizione al Teatro Fabbricone di Prato, dall’8 al 23 ottobre 2016.

RIGENERAZIONE URBANA
Tra ottobre e novembre, si terrà un laboratorio a cura degli architetti belgi Rotordecostruction, nome di punta nell’ambito delle dinamiche di ri-uso di edifici esistenti: il risultato del processo sarà il “Padiglione della memoria”, messo a punto impiegando materiali recuperati proprio dalla demolizione del nosocomio pratese. E nell’immediato futuro della città, si delinea anche la rigenerazione del Macrolotto in un nuovo distretto creativo. Questa ampia area è infatti al centro di PIU – Piano di Innovazione Urbana, co-finanziato dal Comune di Prato e dalla Regione Toscana, che ha tra i propri obiettivi la sostenibilità e la coesione sociale.

– Valentina Silvestrini

www.centropecci.it

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.