Eva Frapiccini a Bergamo per Contemporary Locus 11. Un’installazione al Monastero del Carmine raccoglie i sogni dei visitatori

Undicesima edizione per il format che riscopre grazie all’arte contemporanea luoghi sconosciuti della città. Nella Sala Capitolare di un antico monastero atterra la capsula di Eva Frapiccini, con un progetto di interazione con il pubblico

Eva Frapiccini per Contemporary Locus a Bergamo - foto Mario Albergati
Eva Frapiccini per Contemporary Locus a Bergamo - foto Mario Albergati

Contemporary Locus, progetto che vede riscoprire spazi di Bergamo dimenticati o chiusi al pubblico attraverso mostre e installazioni d’arte contemporanea, torna – fino al 18 settembre – con la sua undicesima edizione. E ritrova un luogo già incontrato – il Monastero del Carmine – di cui apre però una stanza nuova, la Sala Capitolare. Ma  ad attirare l’attenzione generale è il chiostro, in cui è atterrata la Dreams’ Time Capsule di Eva Frapiccini.
Questa capsula ipertecnologica si presenta come una sorta di igloo realizzato con stoffa per paracaduti cucita a mano, resistente alle temperature più estreme, ed è illuminato da un sistema di led calibrati per ricreare un ambiente confortevole. Al suo interno ognuno deve infatti entrare in solitudine e predisporsi a un viaggio intimo, donando un proprio sogno. Perché la struttura non è altro che questo, una tenda che viaggia fra i continenti per approdare in luoghi molto diversi fra loro ed accogliere chiunque sia disposto a raccontare il suo ambiente inconscio.

UN LUOGO INTIMO E MAGICO
Il Monastero del Carmine in Città Alta è effettivamente una sorta di culla, in cui vivere l’anima del centro storico lontano dal frastuono dei turisti. Perciò mi microfono, accendo il registratore dato in dotazione dagli organizzatori ed entro nella Dreams’ Time Capsule. Non ho altro da fare che iniziare a parlare e lo faccio. Ho in mente il sogno che voglio raccontare ma in realtà inizio in maniera differente, influenzata dal vociare e dalle situazioni esterne a me. Chi è fuori infatti non può ascoltare il sogno, ma chi entra nella struttura è incapsulato in una realtà che percepisce benissimo pur non vedendola. L’ambiente è piccolo, fatto di bianco e luce, e inizio a parlare per donare qualcosa di molto intimo, il racconto di un viaggio onirico, talmente personale da far sembrare strano il fatto stesso che ne se ne parli ad alta voce. Il tutto si riassume in una breve esperienza che diventa significativa nel momento esatto in cui esco dall’igloo. Ora il mio sogno si è aggiunto agli oltre 1700 già donati in Sud America, Svezia, Egitto.

IN MOSTRA LE FOTO CONTRO LA CENSURA
L’intervento di Contemporary Locus nel Monastero del Carmine prosegue nella Sala Capitolare, finalmente riaperta grazie al progetto, sviluppato da Paola Tognon. Qui è ospitata una serie di installazioni fotografiche della stessa Frapiccini: si tratta di sei opere che sviluppano il tema della censura al Cairo e in Bahrain durante il periodo della primavera araba.
A visita terminata, riattraversando la sala per uscire, ascolto i donatori in attesa e noto che stanno parlando di sogni, incubi, immagini notturne e inconsce. Si stanno preparando a raccontare la loro storia migliore.

– Astrid Serughetti

 http://www.contemporarylocus.it/

 

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Astrid Serughetti
Astrid Serughetti sta costruendo in questi anni la sua personale carriera artistica, nel frattempo ha acquisito l’abilitazione da giornalista pubblicista e collabora con diverse riviste e quotidiani locali per le sezioni di arte e cultura. Si occupa anche di didattica dell’arte nelle scuole e in quest’ottica sta conseguendo la laurea in Culture Moderne e Comparate all’Università di Bergamo con una tesi in pedagogia dell’arte. Il suo lavoro si caratterizza per una ricerca estetica volta alla stimolazione sensoriale che l’opera sviluppa sullo spettatore. Vive a Bergamo.