Sting e Bob Geldof in visita a Michelangelo, ecco le immagini

I due artisti giunti a Firenze per celebrare una donazione che in passato ha consentito gli interventi di conservazione sui Prigioni

Un Prigione di Michelangelo Buonarroti
Un Prigione di Michelangelo Buonarroti

Che ci fanno Sting e Bob Geldof in giro per Firenze? Non sarà che dopo essersi imposta sulla scena internazionale dell’arte contemporanea, con progetti di arte pubblica di personaggi del calibro di Jeff Koons, Jan Fabre e, a breve, Ai Weiwei, la perla del Rinascimento voglia replicare anche con il rock? Non è propriamente così, anche se le ragioni che hanno portato i due campioni del panorama musicale globale sulle rive dell’Arno sono strettamente legate all’arte, antica, in questo caso.

UNA DONAZIONE DALLA SAGER FAMILY FOUNDATION
Scenario, la Galleria dell’Accademia: dove i due artisti internazionali hanno potuto ammirare gli interventi di conservazione realizzati in passato sui Prigioni di Michelangelo, che per certi versi li riguardano in prima persona. Le operazioni furono infatti finanziate da Friends of Florence tramite una donazione dalla Sager Family Foundation, che li volle dedicare proprio a Sting e sua moglie Trudie Styler per la musica e il loro impegno nel sociale, a Simonetta Brandolini d’Adda per l’attività nel mondo della cultura e alla memoria di Peaches Geldof, figlia di Bob, scomparsa prematuramente. “Uno dei compiti più belli per me come dirigente di museo è il ringraziamento per le donazioni ricevute”, ha commentato il Direttore della Galleria dell’Accademia, Cecilie Hollberg, “e poter associare questa donazione all’incontro personale di importanti musicisti come Sting e Bob Geldof, rende questo compito ancora più affascinante”.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.