Presto chiusa per restauri la Sydney Opera House, uno dei monumenti più visitati del mondo

Tre anni di fermo per la Sydney Opera House, l’edificio simbolo dell’Australia progettato dall’architetto danese Jørn Utzon nel 1973

La Sydney Opera House
La Sydney Opera House

Tempo di restyling per i monumenti più amati del mondo. Nei giorni scorsi vi informavamo dello stato dei lavori da anni in corso ad Atene sul Partenone, con la celebre facciata sul lato Ovest che finalmente sarà liberata dall’enorme gru che ne impediva la visuale nella sua integrità. Ora dell’altra parte del globo arriva la notizia che ad entrare in un periodo turbolento causa lavori sarà la mitica Sydney Opera House, l’edificio simbolo della più popolosa città dell’Australia, progettato dall’architetto danese Jørn Utzon nel 1973 e dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2007.

8,2 MILIONI DI VISITATORI L’ANNO
La principale attrazione turistica australiana, con 8,2 milioni di visitatori l’anno, che generano utili per qualcosa come 775 milioni di dollari australiani. La ristrutturazione, che inizierà il prossimo anno e potrebbe terminare nel 2020, prevede un investimento di 202 milioni di dollari locali (circa 140 milioni di euro) e si concentrerà sul miglioramento dell’acustica della grande sala da concerto, oltre a migliorie legate all’accessibilità, l’efficienza e la flessibilità del complesso. L’intervento, il primo strutturale nei 43 anni di vita dell’Opera House, limiterà a soli 18 mesi la chiusura degli spazi dedicati a musica e teatro, creando un nuovo centro dedicato a bambini e famiglie.

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.