Nasce in Armenia il Dilijan Art Observatory. 21 giorni di ricerche alla caccia del genius loci

La residenza coinvolgerà artisti provenienti da tutta Europa. I risultati saranno presentati nella cittadina armena e poi a Berlino e a Parigi tra l’autunno 2017 e la primavera 2018

Maria Esayan, Agronomist, Dilijan, Armenia
Maria Esayan, Agronomist, Dilijan, Armenia

L’osservatorio sull’arte contemporanea armena inventa un progetto di residenza originale per operare una riflessione profonda sull’arte del proprio paese. Il Dilijan Art Observatory, curato da Clémentine Deliss, sarà una 21 giorni di studi, ricerche , confronti e molto altro che si svolgerà fino all’11 settembre nella cittadina da cui prende il nome il progetto. A volerlo, il filantropo Ruben Vardanyan e Veronika Zonabend, entrambi fondatori di United World College, di RVVZ e di IDeA, fondazione a scopo benifico, ma anche iniziatori della Dilijan Development Foundation. Un gruppo di storici dell’arte e professionisti lavorerà fianco a fianco con i cittadini per individuare quello che noi definiamo il genius loci, indagando la memoria e la sua trasmissione, l’architettura sovietica e il design, l’artigianato, la grafica, le conoscenze culinarie, la botanica e i prodotti futuri per la sopravvivenza. Insomma, per dirla ancora con le nostre retoriche, l’identità. L’osservatorio non si limiterà a investigare la città di Dilijan, ma si allargherà ai villaggi vicini, utilizzando come quartier generale “Impuls”, una fabbrica di elettronica in disuso, un classico esempio di architettura sovietica, successivamente privatizzata.

UN DIBATTITO APERTO ALL’EUROPA
Non saranno solo artisti e studiosi locali ad essere coinvolti nel progetto che ha invitato a questa disamina e riflessione sul territorio creativi e studiosi da tutta Europa e non solo: ci sono infatti tra gli altri, Haig Aivazian (Canada), Erik van Buuren (Olanda), Katerina Chuchalina (Russia), Mohamad Deeb (Lebanon), Clémentine Deliss (GB), Arpad Dobriban (Germania), Andrew de Freitas (Nuova Zelanda), Natasha Gasparian (Libano), Raphaela Grolimund (Svizzera), Misha Hollenbach, Perks e Mini (Austria), Christoph Keller (Germania), Augustin Maurs (Francia), Ioana Mitrea (Romania), Maria Mkrtycheva (RussiaMarcello Spada (Italia), Joanna Sokolowska (Polonia), Vangjush Vellahu (Albania), Jasmine Werner (Germany), Nork Zakarian (Egitto). Nei giorni 10 e 11 settembre una due giorni di appuntamenti aperti al pubblico presenterà, infine, i risultati del lavoro condotto dall’osservatorio con una serie di eventi quali concerti, performance e manifestazioni culinarie, mostre, dibattiti e tavole rotonde che saranno poi esposti presso la National Gallery of Contemporary Art e l’Hamburger Bahnhof di Berlino a Novembre 2017 e il Centre Pompidou, a Parigi nell’estate 2018.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.