23mila euro in asta per una prima edizione del primo romanzo di Harry Potter. Con un errore a pagina 53…

Sulle prime 500 copie di Harry Potter e la pietra filosofale appariva ripetuto “1 bacchetta” nella lista dei materiali che Harry deve prendere ad Hogwarts


Harry Potter
Harry Potter

Quando c’è di mezzo il maghetto più celebre della storia, non ci si può stupire di nulla, nemmeno degli eventi più incredibili. Nemmeno che una prima edizione di un libro che, anche se stampato inizialmente in sole 500 copie, risale appena a 19 anni fa, venga proposta in vendita all’asta da Bonhams alla clamorosa cifra di 23mila euro. Qualcosa che farà rabbrividire ogni bibliofilo del globo, abituato ad avere a che fare con cifre anche ben maggiori, ma per volumi con un minimo di storia sulle spalle. E invece accade questo: protagonista dell’incredibile offerta è infatti una copia della prima edizione di Harry Potter e la pietra filosofale – ecco chi è il maghetto, qualora sia necessario specificarlo – pubblicato nel giugno 1997 a Londra dalla casa editrice Bloomsbury.

UN ERRORE POI CORRETTO NELLE EDIZIONI SUCCESSIVE
Si tratta del primo romanzo della serie che ha fatto la fortuna della creatrice J. K. Rowling, che grazie al successo globale dei libri e delle successive trasposizioni cinematografiche è diventata una delle donne più ricche del mondo. Ma quello che rende così speciale questo libro, che andrà all’asta a Londra il prossimo 9 novembre, è anche una particolarità ignota a molti: un errore tipografico che ne fa ancora di più una rarità ricercatissima dai collezionisti. Le prime 500 copie, infatti, contengono un errore – poicorretto nelle edizioni successive – a pagina 53, dove appare ripetuto “1 bacchetta” nella lista dei materiali che Harry deve prendere ad Hogwarts, la scuola dove ha imparato la magia.

-Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.