Stirling Prize 2016. Ecco la short list con Herzog & deMeuron e gli altri

Puntuale, come ogni anno, il RIBA – Royal Institute of British Architects annuncia i sei finalisti allo Stirling Prize, il prestigioso premio conferito dal 1996 all’edificio che “ha offerto il più grande contributo all’evoluzione dell’architettura britannica nell’ultimo anno”

Blavatnik School of Government by Herzog & de Meuron credit Iwan Baan
Blavatnik School of Government by Herzog & de Meuron credit Iwan Baan

Sono due i leitmotiv che sembrano aver guidato le scelte della giuria del RIBA (Royal Institute of British Architects), presieduta quest’anno dal tedesco Patrik Schumacher, scorrendo l’elenco dei selezionati per l’edizione 2016. In continuità con la Burntwood School degli AHMM – acclamati vincitori della scorsa edizione  – metà della shortlist è composta da architetture scolastiche.
A contendersi l’ambito riconoscimento e il premio di 20.000 sterline saranno infatti, assieme all’iconico Riverside Campus di Glasgow firmato da Michael Laird e Reiach and Hall Architects, la Blavatnik School of Government, scultoreo scrigno di vetro dei Pritzker Prize Herzog & de Meuron e l’innovativo restauro della Weston Library di Wilkinson Eyre, entrambe commissionate dall’Università di Oxford. Dall’impetuosa rigenerazione urbana che da anni investe Londra provengono invece la Newport Street Gallery di Caruso St John, raffinata riconversione di workshop vittoriani in galleria per la collezione privata di Damien Hirst, e il notevole ma controverso intervento di Trafalgar Place dei dRMM Architects, che sostituisce al social housing anni ’70 un complesso di edilizia privata. Chiude la lista la OutHouse di Loyn & Co Architects, letteralmente immersa nelle colline del Gloucestershire, unica residenza privata tra i finalisti delle ultime quindici edizioni.

Newport Street Gallery by Caruso St John Architects credit Prudence Cuming Associates Ltd
Newport Street Gallery by Caruso St John Architects credit Prudence Cuming Associates Ltd

IL RITORNO DELLE ARCHISTAR
Dopo l’assenza di archistar, registrata nel 2015, tornano dunque in questa edizione habitué del premio, come i due volte vincitori Wilkinson Eyre, nonché grandi nomi dell’architettura internazionale quali Herzog e de Meuron e Caruso St John. Proprio sul duo svizzero – già premiato nel 2003 per il caleidoscopico Laban Centre – e sui maestri londinesi delle gallerie sembrerebbe facile azzardare un pronostico. Ma per un premio assegnato tanto per l’eccellenza e l’innovazione del design, quanto per la capacità di stimolare e coinvolgere abitanti e visitatori, la fama non è garanzia di vittoria. Basti pensare all’Everyman Theatre di Haworth Tompkins che nel 2014 ebbe la meglio sui chiacchieratissimi Shard di Renzo Piano e Acquatics Centre di Zaha Hadid. Per scoprire se anche quest’anno il verdetto riserverà sorprese, l’appuntamento è per il prossimo 6 ottobre.

– Marta Atzeni

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.