Kenzi Shiokava: da giardiniere di Marlon Brando a star della L. A. Biennial

Si può essere scoperti come grandi artisti anche a 78 anni. Dalla California la storia del giardiniere “costante” ricercato da giornali, tv e collezionisti. Un talento scoperto alla Biennale di Los Angeles…

Kenzi Shiokava, circondato dalle sue opere d'arte ambientale
Kenzi Shiokava, circondato dalle sue opere d'arte ambientale

Un artista che partecipa a una biennale d’arte – anche se si tratta della L.A. Biennial dell’Hammer Museum – già iniziata da oltre un mese, non fa notizia. Ma se in questo periodo di tempo quell’artista dal nulla diventa una star, ricercato da giornali e televisioni di tutto il mondo per la sua straordinaria storia, allora qualche riga la merita. Lui si chiama Kenzi Shiokava, e la sua professione è quella del giardiniere, esercitata su ottimi livelli nei suoi 78 anni di vita, lavorando anche per celebrità del calibro di Marlon Brando.
Ma ha sempre affiancato a questo lavoro la sua vocazione artistica, spesso favorita dal lavoro primario quanto a reperimento dei materiali: vecchi pali del telefono, tronchi, rami di alberi reduci da robuste potature.

FUORI DAL SISTEMA DELL’ARTE
Quando ricevette la telefonata da Hamza Walker e Aram Moshayedi, la coppia di curatori della biennale Made in L.A. 2016, non si rese conto dell’effetto che la cosa avrebbe avuto sulla sua vita. “Non avevo mai visto Made in L.A.”, ha dichiarato lo scultore al Los Angeles Times. “Sono sempre stato fuori dal sistema dell’arte“. Ma come fa con chiunque sia interessato a vedere il suo lavoro, ha invitato i curatori nel suo studio per mostrare loro le sue sculture totemiche in legno, assemblaggi di oggetti trovati. giocattoli, frutti di plastica e vecchi oggetti religiosi. Immancabile l’invito alla biennale, che ha dato il via a una vera e propria caccia da parte dei media: un focus su una radio pubblica, seguito da un’intervista su un importante quotidiano brasiliano (lui è nato in Brasile). E poi W Magazine che ha riferito di lui come una delle star dello show. Step successivo, un fiume di collezionisti che hanno iniziato un pellegrinaggio a West El Segundo Boulevard, alla ricerca delle sue sculture, collage, assemblaggi e installazioni ambientali…

-Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.