Italiani in trasferta. Tra arte e scienza, Luca Pozzi alla Alexander Levy Gallery di Berlino. Le foto

In mostra in Germania opere – o serie – come Wilson Tour Loading , Detector, Hawking Radiation, Oracle Blue Windows

Luca Pozzi, Alexander Levy Gallery, Berlino, 2016 exhibition view
Luca Pozzi, Alexander Levy Gallery, Berlino, 2016 exhibition view

Chi non abbia nozioni almeno basilari di fisica teorica, teoria delle probabilità o meccanica quantistica, rischia di abbandonare presto Luca Pozzi (Milano, 1983) sui meandri scientifici e ipertecnologici che pressoché sempre fanno da sostrato ai diversi filoni della sua opera. Ma la rinuncia è perdonabile, visto che priva l’osservatore di una lettura pedissequa e un po’ didascalica che è solo una, e sicuramente non la privilegiata, di quelle possibili. Già, perché l’artista lombardo innesta le sue ricerche – che a volte conduce su trattati molto antichi – nel quadro delle interminabili connessioni fra arte e scienza: come nella sua storica serie The Supersymmetric Partner, dove dialogava con 9 opere di Paolo Veronese, o come nella mostra The Messengers of Gravity, allestita lo scorso anno al Museo Ettore Fico di Torino, con tre opere pensate appositamente per gli spazi del museo e frutto di una collaborazione diretta tra l’artista e i ricercatori del CMS Experiment del CERN di Ginevra.

Luca Pozzi, Alexander Levy Gallery, Berlino, 2016 exhibition view
Luca Pozzi, Alexander Levy Gallery, Berlino, 2016 exhibition view

COLLABORAZIONE CON LA COMUNITÀ DEL CERN DI GINEVRA
E proprio l’ormai lunga collaborazione con la comunità del CERN è alla base di Discovery and Premonition, la prima mostra personale di Pozzi alla Alexander Levy Gallery di Berlino: esperienza poi metabolizzata – svela lo stesso artista nel testo che accompagna la mostra – dalla sua analisi delle modalità comunicative di un media come Discovery Channel. Il pubblico del seguitissimo canale resta limitato, nell’accesso alle tematiche seguite, dalla barriera creata da un televisore, o dallo schermo di un pc: lui quindi cerca di veicolare contenuti scientifici con i mezzi della sua arte. Fino al 30 luglio sono in mostra in Germania opere – o serie – come Wilson Tour Loading , Detector, Hawking Radiation, Oracle Blue Windows: noi ve le mostriamo nella fotogallery…

Massimo Mattioli

www.alexanderlevy.net

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.