Arte afroamericana alla ribalta: il DIA di Detroit annuncia una campagna acquisti e un programma di mostre dedicato

Il Detroit Istitute Art Center lancia una campagna triennale e multimilionaria di acquisizioni di arte afroamericana. E a Londra si celebra Malick Sidibé

David Hammons, dettaglio dell'installazione della mostra Five Decades New York 2016
David Hammons, dettaglio dell'installazione della mostra Five Decades New York 2016

È ancora più attuale – dopo i fatti di Dallas che hanno sconvolto gli Stati Uniti e il mondo – la decisione del DIA, il Detroit Institute Art Center di lanciare una campagna di acquisizioni di opere di artisti afroamericani e un palinsesto di mostre correlato.
Il progetto – con il contributo finanziario della General Motors e della Ford Foundation – parte, stando alle cronache del Detroit Free Press, in un articolo di Mark Stryker, con l’acquisizione di un lavoro del grande David Hammons (Bird del 1990), “calcio d’inizio” di un programma multimilionario di tre anni che andrà ad arricchire il calendario e il già vasto corpus del museo (sono 600 i pezzi dedicati all’arte afroamericana) attraverso nuove commissioni, acquisti, mostre, ma anche riorganizzazioni interne, a partire dallo staff e – a finire – con nuove partnership ed accordi.

David Hammons, Bird, 1990 - l'opera è entrata nella collezione del DIA Center di Detroit
David Hammons, Bird, 1990 – l’opera è entrata nella collezione del DIA Center di Detroit

BE BLACK, BABY
Tutto inizia con la nomina di Salvador Salort-Pons come direttore e con un’analisi relativa alla composizione demografica della città. Al censimento 2010, infatti, Detroit contava 700.000 abitanti, di cui l’82,7% era composto da afroamericani e solo il 10 % da bianchi. Tuttavia solo il 10% degli spettatori che ogni giorno visitano il museo è afro americano e con l’annuncio della campagna Salort-Pons vuole lavorare in maniera sostanziale su questo divario. Il primo step è stato involontariamente la mostra della Rubell Family Collection di Miami, in Florida che ha riportato un ampio successo di pubblico, 50.000 visitatori (il numero più alto nella storia del museo per una mostra), con il 41 % di visitatori afroamericani.

LONDRA CELEBRA MALICK SIDIBÈ
E mentre a Detroit si comincia con Hammons, a Londra 01:54, la fiera di arte contemporanea africana e Somerset House, in collaborazione con la parigina MAGNIN-A Gallery, presenteranno la prima grande mostra personale di Malick Sidibé, con inaugurazione il 6 ottobre,  proprio durante la settimana di Frieze.
Sidibé originario del Mali e scomparso lo scorso aprile è noto per le sue immagini in bianco e nero che raccontano la vita e la cultura della capitale del suo paese, Bamako, sulla scia della proclamazione dell’indipendenza. La mostra – allestita fino al 15 gennaio 2017 – presenterà 45 stampe originali degli anni 1960 e 1970 e anche la fiera – sia pur da un punto di vista commerciale – offrirà un ulteriore focus sull’artista.

Santa Nastro

http://www.dia.org/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.