Artigianato contemporaneo in Triennale a Milano: dalla Korea una riflessione e un sondaggio

Cos’è l’artigianato contemporaneo? La mostra di design coreano alla Triennale di Milano lo chiede agli spettatori. Ecco i risultati del sondaggio in un video

Making is thinking is making, vista della mostra, Triennale Milano 2016
Making is thinking is making, vista della mostra, Triennale Milano 2016

Cos’è l’artigianato oggi? La domanda la pone al pubblico Hong Bora, la curatrice della mostra Making is thinking is making alla Triennale di Milano dedicata al design e all’artigianato coreano in una location di quasi 500 mq (e per la quarta volta nella istituzione lombarda), con 28 creativi contemporanei che raccontano il fare, ma anche la storia e la società del proprio Paese attraverso una moltitudine di oggetti e di ricerche estremamente raffinati.
La mostra visitabile fino al 12 settembre offre la possibilità di partecipare ad una opera di intelligenza collettiva che ha già coinvolto i 44.000 spettatori che l’esposizione ha già avuto e che della quale vi diamo testimonianza con questo time lapse.

LE RISPOSTE SULLA LAVAGNA
Ogni sera infatti le persone che hanno visitato la mostra sono state invitate a lasciare un messaggio su una lavagna, rispondendo alla domanda che cos’è l’artigianato contemporaneo? Ogni sera la superficie viene fotografata e poi ripulita per ospitare le parole del giorno successivo: ad oggi circa 60 foto documentano i commenti e i giudizi sul mondo del design e si va avanti fino ad arrivare a 165 scatti finali.

Making is thinking is making, vista della mostra, Triennale Milano 2016
Making is thinking is making, vista della mostra, Triennale Milano 2016

LA MOSTRA
L’esposizione si divide in cinque aree. La prima, intitolata Prologo: Alla ricerca della massima estetica: Contenere e liberarsi, in cui gli artisti Choi Byunghoon, Chang Yeonsoon, Cheon Hyeyoung, Jaye Rhee mettono a confronto con la videoarte opere di artigianato contemporaneo. La seconda, Lavorare sulla creazione, processo e pratica ha come protagonisti i designer Suki Seokyeong Kang, Koh Bohyung, Kim Seoyoon, Bae Sejin, Seo Jeonghwa. La terza, il tempo infinito, variazione e contesto con Kim Youngil, Choi Jungyou, Hong Youngin, Kang Seungchul, mette l’accento sul valore dell’artigianato nel mondo globalizzato, cercando di recuperare la tradizione attraverso gli abiti come il sanjo o tramite la musica. Segue Le connessioni, le connessioni e ancora connessioni con Kim Hyejeong, Christina Kim, Lee Kwangho, Yoo Jinkyung, protagonisti di una collaborazione tra artigiani e designer e Pensare avanti dove Park Wonmin, Lee Kyungmin, Lee Eunjae, Hwang Hyungshin, Seoul Model Shop, Park Honggu rappresentano la sfida del nuovo design coreano.

Santa Nastro

www.triennale.org

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.