Inaugura la nuova Tate. L’addizione di Herzog&deMeuron cambierà il volto del museo londinese

Una nuova era, così viene salutata l’apertura della nuova ala della Tate Modern. Dieci piani per sistemare la collezione, le recenti acquisizioni, le aree da dedicare alla proiezione di film e alle performance. Con una terrazza panoramica, per una vista a 360° su Londra

Switch House, Tate Modern © Iwan Baan
Switch House, Tate Modern © Iwan Baan

 

Quelli che non erano a Basel stamattina probabilmente erano a Londra nella Turbine Hall della Tate Modern ad emozionarsi sentendo i discorsi di Sir Nicolas Serota, leggendario direttore delle gallerie Tate, di Francis Morris – da poco nominata direttrice della Tate Modern – del  Ministro della Cultura Ed Vaizey e del neo sindaco Sadiq Khan: tutti riuniti per tenere a battesimo la nuova ala del museo, progettata da Herzog&deMeuron.
L’emozione era quella che si può vivere davanti alla nascita di una nuova era per l’arte, proprio come recitava il motto posto sopra al palco dei relatori: Art changes, we change.

Tate Modern, inaugurazione dell'ala progettata da Herzog & deMeuron: Sir Nicolas Serota con Sadiq Khan
Tate Modern, inaugurazione dell’ala progettata da Herzog & deMeuron: Sir Nicolas Serota con Sadiq Khan

UNA COLOSSALE OPERAZIONE DI FUNDRAISING
“Una nuova cattedrale per la cultura contemporanea accessibile a tutti”: l’ha definita Serota “uno dei più grandi progetti politici e filantropici che il Regno Unito abbia vissuto negli ultimi anni”. Così la descrivono i numeri, un fundraising colossale: 260 milioni di sterline provenienti in parte da significative donazioni pubbliche  – 50 milioni dal governo, 7 dal Greater London Authority e 1 milione dal Council di Southwark – con consistenti contributi da fondazioni, aziende e privati.
Il traguardo è più che importante: la Switch House che conta dieci piani non è solo un’appendice della già esistente Boiler House, l’intero museo ha infatti subito un’intera trasformazione, assumendo una veste molto più contemporanea e internazionale, con uno spazio più esteso da dedicare a fotografia, performance e film.

Tate Modern: Living Cities
Tate Modern: Living Cities

LE GALLERIE, DOPO L’ADDIZIONE
L’intera collezione permanente, come sempre accessibile gratuitamente, conta oltre 800 opere di 300 artisti provenineti da 50 paesi: dal Cile all’India, dalla Russia, al Sudan e alla Thailandia. Il 75% delle opere sono acquisizioni successive all’apertura della Tate nel 2000, metà delle opere sono di artiste. La collezione è organizzata per temi: Start Display, in The Studio, Artist and Society, Materials and Objects, Media Networks, Between Object & Architecture, Performer & Partecipant, Living Cities, queste alcune delle sezioni. Tra tutte, incanta  l’Artist Room dedicata a Louise Bourgeois, con le opere tarde dell’artista.
Grazie all’addizione, la Tate Modern guadagna un 60% di spazio che comprende anche un ristorante con vista panoramica e la terrazza al decimo piano, per far viaggiare lo sguardo sullo skyline londinese a 360 gradi. In occasione dell’opening e per le tre settimane consecutive sono previsti molti eventi speciali e aperture serali per i weekend. Tra le performance imperdibili, quella di Peter Liversidge con oltre 500 coristi provenienti da tutta Londra e gli interventi di Tania Bruguera e Tino Sehgal.

Barbara Martorelli

www.tate.org.uk

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