Londra, prime immagini del Serpentine Pavilion di Bjarke Ingels

Aperto dal 10 giugno, il tradizionale Pavilion ai Kensington Gardens è affiancato per la prima volta da quattro Summer Houses, opera di Yona Friedman, Barkow Leibinger, Kunlé Adeyemi e Asif Khan.

Bjarke Ingels, Serpentine Pavilion 2016, Kensington Gardens, Londra ph credit Marta Atzeni
Bjarke Ingels, Serpentine Pavilion 2016, Kensington Gardens, Londra ph credit Marta Atzeni

Esile guglia che svetta fra i rami, collina dai profili sinuosi da esplorare, accogliente canyon da attraversare. Tanti i modi in cui appare, a seconda del punto di osservazione, il sedicesimo Serpentine Pavilion, che dal 10 giugno al 9 ottobre 2016 animerà l’estate dei Kensington Gardens di Londra. Presentato questa mattina alla stampa, il padiglione di Bjarke Ingels è un elegante paesaggio abitabile, generato dalla manipolazione di un muro alto 14 m in 1802 scatole in fibra di vetro unite da 2890 profilati metallici. “Un’architettura ibrida perché”, come ha raccontato l’architetto danese, “le cose più interessanti succedono quando combini due elementi apparentemente incompatibili: una bigamia. Il padiglione è al tempo stesso trasparente e opaco, pieno e vuoto, portale e spazio da abitare”. Al suo interno infatti, un caffè e uno spazio per le Park Nights, programma di performance e incontri multidisciplinari.

Barkow Leibinger, Summer House 2016, Kensington Gardens, Londra ph credit Marta Atzeni
Barkow Leibinger, Summer House 2016, Kensington Gardens, Londra, ph credit Marta Atzeni

LE SUMMER HOUSES
Come preannunciato, pochi passi a nord dell’“unzipped wall”, si arriva al Queen Caroline’s Temple: è qui che in pochi metri si incontrano in sequenza, il loop ligneo dei berlinesi Barkow Leibinger, la scultura abitabile del leone d’argento Kunlé Adeyemi, il bianco recinto di ombre dell’inglese Asif Khan, il democratico spazio espositivo del visionario Yona Friedman. Liberamente ispirate alla struttura settecentesca di William Kent, le quattro Summer Houses sono il primo grande cambiamento nella storia del programma di architetture temporanee più famoso al mondo. Un’ambiziosa novità con cui la sua ideatrice Julia Peyton-Jones – affiancata dal 2006 dall’istrionico Hans Ulrich Obrist – si congeda dopo 25 anni di successi globali dalla direzione della prestigiosa istituzione inglese. “Zaha Hadid, con cui il programma è stato inaugurato, ci ripeteva: non fermate la sperimentazione” ha ricordato Obrist “dopo 15 anni di padiglioni ci siamo allora chiesti: e ora?”. “La risposta” ha concluso la Peyton-Jones “è stata espandere il programma oltre i confini del prato della Serpentine”. Dalla preview, ecco le prime immagini di questa imperdibile galleria d’architettura en plein air.

-Marta Atzeni

http://www.serpentinegalleries.org

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Marta Atzeni
Interessata alle intersezioni fra l'architettura e le arti, si è laureata in Architettura presso l’Università degli Studi Roma Tre con una tesi teorica sui contemporanei sviluppi delle collaborazioni fra artisti e architetti. Collabora con l’AIAC nell’organizzazione di eventi, mostre e workshop; è parte del network di GVultaggio Architecure & Design.

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