Muhammad Ali artista, ecco le immagini delle sue opere

5 stampe create dalla leggenda del pugilato, morto a 74 anni il 3 giugno, andranno all’asta a New York il 15 giugno. E le quotazioni salgono…

Muhammad Ali, Mosque II (1979, courtesy Ro Gallery)
Muhammad Ali, Mosque II (1979, courtesy Ro Gallery)

Criticare un personaggio, per di più molto amato, a pochi giorni dalla scomparsa non è certamente piacevole. Ma ancor meno piacevole è dedicare allo stesso personaggio dosi massicce di ipocrisia, come sta accadendo in questi giorni. Il personaggio è infatti Muhammad Ali, la leggenda del pugilato, morto a 74 anni il 3 giugno: e l’ipocrisia è quella – rimettiamo a ognuno il proprio giudizio, mettendo a disposizione le immagini – di parlare in toni positivi delle sue opere d’arte. Lavori che esauriscono la propria valenza in un confuso colorismo applicato a forme primigenie, quasi infantili.

Muhammad Ali, Sting Like a Bee (1979, courtesy  Ro Gallery)
Muhammad Ali, Sting Like a Bee (1979, courtesy Ro Gallery)

QUOTAZIONI CHE ARRIVANO A 5MILA DOLLARI
Perché parlarne? Perché al di là del momento celebrativo – molti hanno ricordato la passione di Cassius Clay per i pennelli – una galleria d’arte, la Ro Gallery di New York City, ha visto bene di sfruttare il tam tam mediatico per mettere in vendita alcune sue opere, probabilmente a prezzi impennati dalla luttuosa contingenza. Si tratta di 5 stampe inserite in un’asta che, il 15 giugno, disperderà la collezione di opere eseguite da celebrità raccolta da Baird Jones, fra cui oggetti creati dalla leggenda musicale Miles Davis, da Charles Manson e dal serial killer John Wayne Gacy. Le stampe di Muhammad Ali, pubblicate nel 1979 in edizioni di 500 e poste in vendita in precedenza a partire da 200 dollari, hanno oggi quotazioni che sfiorano i 5000.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.