La fotografia di Karl Lagerfeld conquista Palazzo Pitti. Che punta tutto sulla moda

Tutte le immagini della mostra che sancisce l’inizio della collaborazione tra Pitti Immagine Discovery e Gallerie degli Uffizi. Annunciate due nuove mostre di moda per il 2017 e il 2018

Karl Lagerfeld - Visions of Fashion, veduta della mostra, Palazzo Pitti, 2016
Karl Lagerfeld - Visions of Fashion, veduta della mostra, Palazzo Pitti, 2016

Prende avvio con la donazione del gigantesco “triplo selfie-portrait” di Karl Lagerfeld agli Uffizi il triennio dell’alleanza, sottoscritta nei giorni scorsi dal Direttore Eike Schmidt, tra una delle principali istituzioni museali del Paese e Pitti Immagine Discovery. Prima di entrare in modo permanente nella collezione dei ritratti delle Gallerie degli Uffizi, la grande opera-manifesto che ritrae il poliedrico stilista, fotografo, editore, designer e regista, fino al 26 ottobre risalterà nella Sala di Giove di Palazzo Pitti, fissandosi nella memoria di chi visiterà la mostra Karl Lagerfeld – Visions of Fashion.

Karl Lagerfeld - Visions of Fashion, veduta della mostra, Palazzo Pitti, 2016
Karl Lagerfeld – Visions of Fashion, veduta della mostra, Palazzo Pitti, 2016

200 FOTO NELLA GALLERIA PALATINA
Molte delle 200 foto selezionate per l’appuntamento fiorentino – un corpus che riunisce scatti e servizi di moda pubblicati sui più importanti fashion magazine internazionali e che permette di sondare l’impiego di tecniche diverse, tra cui dagherrotipia, platinotipia, Polaroid transfer, resinotipia, serigrafia e stampa digitale – sono infatti collocate nei sontuosi ambienti della Galleria Palatina, tra i capolavori di Raffaello Sanzio e di altri maestri dell’arte italiana, su speciale schermi o supporti.
Karl è un genio e ha cercato un’integrazione tra le sue immagini di moda e la Galleria” ha raccontato il co-curatore Gerhard Steidl, storico collaboratore di Lagerfeld – coadiuvato in questo progetto da Eric Pfrunder – che ha presenziato alla preview insieme a Isabella Brancolini, project advisor dell’operazione, al Direttore Eike Schmidt e al Direttore eventi e comunicazione di Pitti Immagine Lapo Cianchi.

Karl Lagerfeld - Visions of Fashion, veduta della mostra, Palazzo Pitti, 2016
Karl Lagerfeld – Visions of Fashion, veduta della mostra, Palazzo Pitti, 2016

ARTE, CINEMA E MITOLOGIA: IL MONDO DI KARL
Oltre a testimoniare la costante spinta verso l’innovazione da parte di Lagerfeld e l’attrazione verso le arte visive come fonte di ispirazione ed elaborazione formale – da Hopper a Magritte, da Florine Stettheimer e Maxfield Parrish, fino ai film di Marcel Carné e Fritz Lang – due delle serie fotografiche presenti, entrambe datate 2013, attingono dalla mitologia.
È il caso di Voyage d’Ulysse, con protagonista la top model Bianca Balti e di Daphnis and Chloe, esposta negli Appartamenti degli Arazzi. A restare nella memoria – oltre agli “innesti” nella collezione permanente che da subito hanno sollecitato la curiosità dei visitatori della Reggia fiorentina – è certamente l’allestimento messo a punto per la – leggendaria – Sala Bianca. Nello spazio in cui “nel 1951 è nata la moda italiana”, Karl Lagerfeld ha scelto di inserirsi con una successione di candidi velari appesi dall’alto, sui quali sono riprodotte – in grande formato – alcune delle fotografie realizzate per le maison Fendi e Chanel: esclusivamente scatti in bianco/nero o con misurati inserti di colore, capaci di riconnettersi alla palette cromatica della Sala stessa. Con un risultato capace di originare un accattivante gioco prospettico di riflessi attraverso gli specchi: un’ispirazione per il nuovo layout destinato a trasformare l’attuale Galleria del Costume di Palazzo Pitti in Museo della Moda?

Valentina Silvetrini

www.pittimmagine.com

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Valentina Silvestrini
Dal 2016 coordina la sezione architettura di Artribune, piattaforma per la quale scrive da giugno 2012, occupandosi anche della scena culturale fiorentina. Ha studiato architettura all’Università La Sapienza di Roma, città in cui ha conseguito l'abilitazione professionale. Ha intrapreso il percorso professionale in parallelo con gli studi, occupandosi di allestimenti museali, fieristici ed eventi presso studi di architettura e all’ICE - Istituto nazionale per il Commercio Estero fino al 2011. Successivamente ha frequentato il "Corso di alta formazione e specializzazione in museografia" della Scuola Normale Superiore di Pisa e ha curato gli eventi e la comunicazione della FUA - Fondazione Umbra per l’Architettura, a Perugia. I suoi articoli sono stati pubblicati anche su Abitare, abitare.it, domusweb.it, Living, Klat, Icon Design, Grazia Casa, Cosebelle Magazine e Sky Arte. Oltre all'architettura, ama i viaggi e ha una predilezione per l'Asia e il Medio Oriente.

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