Tutte le immagini da Guerra Capitalismo e Libertà. La fotogallery della mostra di Banksy che ha appena inaugurato a Palazzo Cipolla a Roma. Luci e ombre

Lo street artist più discusso al mondo, Banksy, è arrivato a Roma; con una mostra che non vuole essere una “personale antologica” –come ci tiene a sottolineare uno dei curatori, Stefano Antonelli-, ma che di fatto lo è; con circa 150 opere sue, tra serigrafie, pitture su legno e metallo, sculture e copertine di dischi. […]

Lo street artist più discusso al mondo, Banksy, è arrivato a Roma; con una mostra che non vuole essere una “personale antologica” –come ci tiene a sottolineare uno dei curatori, Stefano Antonelli-, ma che di fatto lo è; con circa 150 opere sue, tra serigrafie, pitture su legno e metallo, sculture e copertine di dischi. Ha inaugurato infatti ieri, a Palazzo Cipolla, con il titolo generico di Capitalism, War & Liberty, questa arguta, e alla moda, trovata espositiva promossa dalla Fondazione Terzo Pilastro, e messa insieme da 999Contemporary e Ancoris Andipa, uno dei principali dealer di Banksy.
Anche se quest’ultimo non è stato direttamente coinvolto, si sono potuti raccogliere pezzi inediti e altri tra i più noti da diverse collezioni private internazionali. Sembra dunque un progetto di successo garantito, quello dell’avvocato Emmanuele F. M. Emanuele, presidente della Fondazione e principale ideatore dell’esposizione.

LUCI E OMBRE
La mostra, tuttavia, ha trovato avvio tra i paludamenti di un palazzo storico e il tradizionale cerimoniale dell’attempata intellighenzia romana. Perciò, fatta eccezione per uno spiritoso banchetto di caramelle, quest’accoglienza magniloquente ha cigolato un po’ al pensiero delle presunte consuetudini di un artista “di strada”, che peraltro fa dell’anonimato il suo attributo principale.
Sofisticate signore in tailleur e uomini in doppio petto contemplavano divertiti e increduli, anche se forse non troppo convinti, questo repertorio d’irriverenza –criticandolo, confrontandolo, storicizzandolo. Può un’opera concepita per il paesaggio urbano entrare in una galleria? E sotto quale chiave di lettura va interpretata: estetica o politica? Che fine fa la sua attualità? E il suo ruolo contestatorio? Un tema questo, lungamente dibattuto nella mostra della polemica a Palazzo Pepoli a Bologna, nell’ambito di Genus Bononiae, che aveva coinvolto lo stesso Banksy. E che qui potrebbe ritornare in auge, per motivi differenti.

-Giorgia Coghi

www.fondazioneromamuseo.it

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Giorgia Coghi
Nata e cresciuta a Roma, si è laureata in Storia dell’Arte moderna presso l’Università La Sapienza con una tesi su Joseph Wright of Derby. Fa ricerca sul Settecento italiano e inglese, ma si interessa anche di arte contemporanea. Ama gli episodi di eclettismo, viaggio e trasformazione, come pure le personalità difficili da definire. Ha dedicato quindi studi particolareggiati al Grand Tour, a Roberto Sebastián Matta e soprattutto a Henry Fuseli, sul quale ha redatto una scheda di catalogo nel volume Hogarth Reynolds Turner. Pittura Inglese verso la modernità (Fondazione Roma Museo, 2014). Ha collaborato come articolista con la pagina 4Arts e come aiuto curatore con il Museo Nazionale di Palazzo Barberini, il Derby Museum and Art Gallery in Inghilterra e con alcune gallerie romane.