Ricompaiono a Bergamo i “Passi” di Alfredo Pirri sloggiati dalla GNAM a Roma. Nuova installazione di specchi in una ex Centrale termoelettrica: ecco le immagini

Una ex Centrale termoelettrica, costruita nel 1927 e attiva per oltre 30 anni, che si presenta come un possente esempio di archeologia industriale legato alla storia e alle trasformazioni del territorio nel dialogo tra ingegno, lavoro ed energia. È questo il contesto in cui vede la luce un nuovo step di Passi, il ciclo di opere site specific dell’artista Alfredo […]

Alfredo Pirri, Passi, ex Centrale Daste Spalenga, contemporary locus 10 (foto Mario Albergati)

Una ex Centrale termoelettrica, costruita nel 1927 e attiva per oltre 30 anni, che si presenta come un possente esempio di archeologia industriale legato alla storia e alle trasformazioni del territorio nel dialogo tra ingegno, lavoro ed energia. È questo il contesto in cui vede la luce un nuovo step di Passi, il ciclo di opere site specific dell’artista Alfredo Pirri giocate su superfici specchianti, del quale si era molto parlato quando la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma decise lo smontaggio di quella che per 4 anni campeggiò nell’atrio del museo.
La scena è quindi ora quella della centrale di Daste e Spalenga, spazio presente da decenni in una vasta area urbanizzata alla periferia di Bergamo, che torna a vivere in occasione della decima edizione di contemporary locus: “un progetto che costruisce nuove e temporanee connessioni tra la ricerca visuale contemporanea e luoghi segreti o dismessi del passato che conservano testimonianze storiche, artistiche e sociali delle comunità di riferimento”. Il progetto – si legge nella presentazione dell’opera, curata da Paola Tognon – “sollecita la memoria di questa ‘cattedrale industriale’, rimasta spenta dagli anni ’60, riaccendendola di giorno e di notte”: noi illustriamo il tutto con l’ampia fotogallery…

Massimo Mattioli

Fino al 24 luglio 2016
contemporary locus 10 – Alfredo Pirri
Ex centrale elettrica di Daste e Spalenga
​Via Daste e Spalenga – Bergamo
http://www.contemporarylocus.it

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

2 COMMENTS

  1. “sloggiati dalla GNAM”: trovo curiosa l’espressione e tutta questa polemica, artatamente (direi proprio) montata intorno all’opera di Pirri che, dopo ben 4 anni, il nuovo direttore del museo romano ha giustamente deciso di rimuovere. Non avrebbe avuto molto senso tenere quello spazio occupato per sempre da un’opera che, peraltro, mi sembra avere caratteristiche performative (come si apprende leggendo il cs, e dalle stesse immagini). Ricordo di aver visto forse la sua prima versione nel 2003 a Novalesa, nell’abbazia (era il progetto Eco e Narciso): rimase allestita un mese e mezzo e poi venne rimossa, stop.

  2. Un’installazione di eccelente qualità oppre una favola per attrarre il pubblico incolto , essere oppure non essere al centro dell’attenzione , io vado a meditare ….

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