Michael Dean, Anthea Hamilton, Helen Marten e Josephine Pryde sono i finalisti del Turner Prize, che torna alla Tate Britain dopo due anni di assenza

Michael Dean, Anthea Hamilton, Helen Marten e Josephine Pryde: sono i nomi dei quattro artisti finalisti per il Turner Prize 2016che andranno in mostra alla Tate Britain di Londra, a partire dal 27 settembre per rimanerci fino all’8 gennaio. Tra di loro si cela il vincitore che sarà annunciato nel mese di dicembre in una cerimonia di premiazione in diretta […]

Tate Britain
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Michael DeanAnthea HamiltonHelen Marten e Josephine Pryde: sono i nomi dei quattro artisti finalisti per il Turner Prize 2016che andranno in mostra alla Tate Britain di Londra, a partire dal 27 settembre per rimanerci fino all’8 gennaio. Tra di loro si cela il vincitore che sarà annunciato nel mese di dicembre in una cerimonia di premiazione in diretta tv sulla BBC, partner del premio di arti visive più noto al mondo. La manifestazione torna alla Tate dopo due anni di assenza, durante i quali ha “viaggiato” fuori dai confini di Londra. Ogni due anni, infatti, il Turner Prize lascia la Tate Britain per essere presentato in una istituzione al di fuori della capitale. Per l’edizione 2017, ad esempio, sarà ospitato al Ferens Art Gallery di Hull all’interno delle celebrazioni culturali della città britannica.
Istituito nel 1984 per incoronare i migliori artisti britannici al di sotto dei cinquant’anni di età, il Turner Prize assegna 5mila sterline ai finalisti e 25mila sterline al vincitore.

GLI ARTISTI
La decisione spetta quest’anno ad una giuria presieduta da Alex Farquharson, direttore della Tate Britain, e composta da Michelle Cotton, direttore del Bonner Kunstverein, Bonn; Tamsin Dillon, curatore; Beatrix Ruf, director dello Stedelijk Museum, Amsterdam; e Simon Wallis, direttore dell’Hepworth Wakefield. Lavorando principalmente con la scultura e con la capacità di dare forma al linguaggio utilizzando materiali della quotidianità, Michael Dean è stato scelto per le sue mostre Sic Glyphs alla South London Gallery e Qualities of Violence al de Appel arts centre, Amsterdam, mentre Anthea Hamilton, noto per la vena surrealista dei suoi video, installazioni e performance, è stato selezionato per la sua mostra personale Lichen! Libido! Chastity! allo Sculpture Centre, New York. La nomina di Helen Marten è invece legata alle suggestioni visive degli anni ’60, relative ai progetti Lunar Nibs alla 56esima Biennale di Venezia e alla mostra personale Eucalyptus Let Us In da Green Naftali, New York, mentre Josephine Pryde, artista interessata al rapporto tra fotografia e arte è stata chiamata per la sua personale Lapses in Thinking by the Person I am al CCA Wattis, San Francisco.

www.tate.org.uk

 

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