La danza dei piccioni di Duke Riley. A New York il cielo si illumina in una performance tecno-animalista. Ecco foto e video

Puntini e strisce luminose nel cielo di New York City, in una coreografia fatta di lampi e bagliori. È Fly by Night, l’opera di Duke Riley prodotta dall’organizzazione non profit Creative Time che ha debuttato qualche sera fa, durante le giornate di Frieze, sul lungofiume di Brooklyn. Per realizzarla, l’artista ha rilasciato nel cielo duemila […]

La danza dei piccioni di Duke Riley

Puntini e strisce luminose nel cielo di New York City, in una coreografia fatta di lampi e bagliori. È Fly by Night, l’opera di Duke Riley prodotta dall’organizzazione non profit Creative Time che ha debuttato qualche sera fa, durante le giornate di Frieze, sul lungofiume di Brooklyn. Per realizzarla, l’artista ha rilasciato nel cielo duemila esemplari di piccione con dei LED luminosi fissati sulle zampe. Gli animali, guidati dallo stesso Riley e da alcuni assistenti con l’aiuto di pali, bandiere e fischietti, hanno improvvisato un’ipnotica coreografia durata circa trenta minuti, sotto lo sguardo stupito dei tanti spettatori intervenuti. “È un progetto collaborativo tra me e i piccioni”, ha dichiarato Riley all’agenzia Reuters, “è una performance, ma anche un disegno che gli uccelli stanno tracciando nel cielo”.

L’artista americano, nato a Boston nel 1972 ma residente a New York, non è nuovo alla “collaborazione” con i piccioni, animale di cui è appassionato e che ha imparato ad addestrare. Nel 2013, ad esempio, aveva fatto trasportare sigari cubani in Florida da un gruppo di piccioni viaggiatori da lui personalmente preparati per l’impresa: una simbolica operazione di contrabbando per protestare contro l’embargo. A proposito della sua ultima performance newyorkese, ha dichiarato di voler riabilitare questo volatile, spesso denigrato, e considerato, specie dai cittadini di grandi città come New York, nient’altro che un “topo con le ali”. In passato, infatti, i piccioni venivano allevati, tenuti in casa e utilizzati come preziosi messaggeri, in epoche in cui la comunicazione su grandi distanze non era così semplice.
Lo spettacolo verrà ripetuto ogni weekend fino al 12 giugno, tempo permettendo.

– Valentina Tanni

www.creativetime.org

 

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Valentina Tanni è storica dell’arte, curatrice e docente; la sua ricerca è incentrata sul rapporto tra arte e tecnologia, con particolare attenzione alle culture del web. Insegna Digital Art al Politecnico di Milano e Culture Digitali alla Naba – Nuova Accademia di Belle Arti di Roma. Ha pubblicato “Random. Navigando contro mano, alla scoperta dell’arte in rete” (Link editions, 2011) e “Memestetica. Il settembre eterno dell’arte” (Nero, 2020). Collabora con la redazione di Artribune dalla sua fondazione.