E se lo facessimo anche noi? La Romania chiede soldi ai cittadini per comprare una scultura di Constantin Brancusi

Certo, copiare un paese dall’economia e dagli equilibri sociali martoriati da decenni di regime comunista e poi di post-comunismo, non sembrerebbe il massimo per un altro paese che è membro del G7. Eppure l’attenzione dell’Italia ai beni culturali è tutto considerato talmente bassa – siamo penultimi in Europa quanto a percentuale di PIL dedicato, come ripetiamo […]

The Wisdom of the Earth, la scultura di Constantin Brancusi

Certo, copiare un paese dall’economia e dagli equilibri sociali martoriati da decenni di regime comunista e poi di post-comunismo, non sembrerebbe il massimo per un altro paese che è membro del G7. Eppure l’attenzione dell’Italia ai beni culturali è tutto considerato talmente bassa – siamo penultimi in Europa quanto a percentuale di PIL dedicato, come ripetiamo spesso anche noi – che anche una soluzione come questa che si affaccia in Romania potrebbe essere presa in considerazione.
Che succede a Bucarest? Succede che lo Stato si è messo in testa di acquisire The Wisdom of the Earth, una delle ultime sculture di Constantin Brancusi – gloria nazionale, anche se formatosi e vissuto in Francia – disponibili sul mercato: costo, 11 milioni di euro.
Le sofferenti casse pubbliche, però, non possono disporre che di 5 milioni: che fare? Chiedere ai cittadini di finanziare i restanti 6 milioni, solleticando il loro orgoglio nazionale all’insegna dello slogan “Brancusi è mio”. Per la verità, la risposta dei rumeni per ora non è stata all’altezza: per ora si stanno raccogliendo mediamente 22mila euro a settimana, quando per centrare l’obbiettivo la campagna – aperta fino al 30 settembre – dovrebbe fruttare 35mila euro al giorno. Nelle prossime settimane, il Ministero della Cultura lancerà un Telethon e una campagna di donazioni via SMS per spingere la raccolta.

Massimo Mattioli

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.

1 COMMENT

  1. “…Constantin Brancusi – gloria nazionale, anche se formatosi e vissuto in Francia…”
    Brancusi ha lasciato la Romania all’età di 27 anni dopo aversi laureato presso la Scuola di Arti e Mestieri di Craiova (aveva18 anni) e poi alle Belle Arte di Bucarest. Altro che essersi formato in Francia.

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