Il Foro Romano e la nuova illuminazione firmata Acea. Così a Roma l’archeologia diventa un luogo di novità e di entusiasmo grazie al nuovo corso della Soprintendenza

Il percorso costeggia la Basilica Emilia, poi passa alla Basilica Giulia, al Portico degli Dei Consenti, alla appena aperta chiesa di Santa Maria Antiqua, alla via Sacra, all’Arco di Tito, al Tempio dei Castori, all’Arco di Settimio Severo, alla colonna eretta dall’imperatore bizantino Foca. Per ben 75 minuti, per ora ogni venerdì su prenotazione. Molti […]


Il percorso costeggia la Basilica Emilia, poi passa alla Basilica Giulia, al Portico degli Dei Consenti, alla appena aperta chiesa di Santa Maria Antiqua, alla via Sacra, all’Arco di Tito, al Tempio dei Castori, all’Arco di Settimio Severo, alla colonna eretta dall’imperatore bizantino Foca. Per ben 75 minuti, per ora ogni venerdì su prenotazione. Molti l’avranno già capito: parliamo del Foro Romano, e ne parliamo in occasione dell’anteprima del nuovo impianto di illuminazione, che verrà inaugurato il 21 aprile per il Natale di Roma. L’impianto con lampade a tecnologia Led di ultima generazione ha impegnato 3800 ore di lavoro degli architetti e dei tecnici di Acea, che hanno disseminato lungo il percorso 6mila metri di cavi per servire i 450 punti luce, con potenza da 7 fino a 80 watt, che grazie alla tecnologia Led avranno un consumo energetico di circa il 60% in meno rispetto alle precedenti illuminazioni: investimento per l’installazione? Circa 400mila euro spiega il Soprintendente Francesco Prosperetti che, nominato da Franceschini e fortemente voluto dall’allora sindaco Marino, sta imprimendo un corso finalmente volitivo all’ente che gestisce, tra le mille altre cose, il Foro e il Colosseo.

Ma soprattutto doneranno una nuova luce – anche metaforica – all’incomparabile patrimonio archeologico: “esemplare del nuovo disegno illuminotecnico è il Tempio di Antonino e Faustina: le colonne e il podio dell’edificio, così come la trabeazione con la dedica dell’imperatore all’amata moglie sono illuminati da un bianco morbido, mentre la chiesa di San Lorenzo in Miranda, sorta sul luogo dell’antica cella, si distacca grazie a una calda illuminazione dorata”. Insomma l’archeologia, a Roma, è diventato un ambito in cui accadono novità. Spesso entusiasmanti (si pensi alle mostre d’arte contemporanea a Palazzo Altemps). E questa non sarà l’ultima. Noi abbiamo partecipato alla preview: eccovi immagini e video…

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