“Voglio acquistare le scatole usate per nascondere le statue ai Musei Capitolini”. La Fondazione Alda Fendi: sono una splendida installazione contemporanea

Nel corso delle giornate che hanno seguito la visita, il 25 gennaio, del presidente iraniano Hassan Rouhani a Roma e lo scandalo al sole delle statue dei Musei Capitolini inscatolate, il mondo del web si era scatenato in una letterale valanga di boutade e j’accuse telematici. La presa di posizione da parte della stampa e […]

Alda Fendi con Raffaele Curi (foto Dagospia)

Nel corso delle giornate che hanno seguito la visita, il 25 gennaio, del presidente iraniano Hassan Rouhani a Roma e lo scandalo al sole delle statue dei Musei Capitolini inscatolate, il mondo del web si era scatenato in una letterale valanga di boutade e j’accuse telematici. La presa di posizione da parte della stampa e la viralità della notizia, con tanto di prese in giro e gif animate, aveva trasformato la questione in un vero e proprio caso politico nazionale. Trascorsa una settimana dall’increscioso incidente la Fondazione romana promossa da Alda Fendi – Esperimenti, nata con l’obiettivo di diventare fin dal nome stesso un laboratorio di sperimentazione – riprende l’accaduto con un progetto che vuole, invece, ingenerare una riflessione, soprattutto culturale. Non senza qualche sorpresa.

E LANCIA UN PROGETTO PER OMAGGIARE LA MILLENARIA CULTURA PERSIANA
Quelle scatole sono meravigliose, l’Italia si può permettere di coprire anche le statue”, sostiene, infatti, la stilista e imprenditrice italiana, “ed è l’unico Paese a poterlo fare. E ogni volta è un parto d’arte: le scatole sono una vera installazione”. Una dichiarazione spiazzante che si concretizza con il progetto Farsi, una installazione a cura di Raffaele Curi, che muove dalla lingua dalla quale prende il nome per omaggiare la cultura millenaria persiana nel suo coniugare musica, immagine e poesia a partire dalla scrittura. La celebrazione del “gusto per lo svelamento”, come lo definisce l’artista, sarà accompagnata dal poeta Umar Khayyam con i suoi versi. L’installazione, presto in mostra alla Fondazione Fendi, dà manforte all’operazione involontariamente clamorosa condotta da Ilva Sapora, capo del cerimoniale di Palazzo Chigi, che dimostra la creatività – si legge nel comunicato – “imprevedibile” degli italiani, portando un “grande ritorno di immagine al museo” e un conseguente “aumento del numero di visitatori”. “Qualsiasi cosa si faccia contro la sordità del mondo nei confronti della cultura va bene, anche un piccolo scandalo”, aggiunge Alda Fendi, che rilancia con una proposta: quella di acquistare due delle scatole “costruite per nascondere”. E voi che ne pensate?

– Santa Nastro

www.fondazionealdafendi-esperimenti.it/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.