Emilio Vavarella per l’Arte emergente, Davide Tranchina per la Fotografia contemporanea. Ecco i vincitori del Premio Fabbri 2015

È solo durante la mostra dei finalisti presso Villa Brandolini a Pieve di Soligo, nel trevigiano, che sono stati annunciati i nomi dei vincitori della quarta edizione del Premio Fabbri, curato da Carlo Sala. Nella sezione “Arte emergente”, dedicata agli artisti sotto i 35 anni di età, ha vinto l’opera “intermediale” di Emilio Vavarella: la […]

Emilio Vavarella, Memoryscapes

È solo durante la mostra dei finalisti presso Villa Brandolini a Pieve di Soligo, nel trevigiano, che sono stati annunciati i nomi dei vincitori della quarta edizione del Premio Fabbri, curato da Carlo Sala. Nella sezione “Arte emergente”, dedicata agli artisti sotto i 35 anni di età, ha vinto l’opera “intermediale” di Emilio Vavarella: la sua installazione Memoryscapes costruisce per il fruitore una mappa “audio-cartografica” attraverso i ricordi di italiani emigrati a New York, tutti legati alla città di Venezia. Le menzioni della giuria sono state assegnate a Roberto Fassone, con un lavoro anch’esso multimediale, e alle installazioni video e fotografiche rispettivamente di Gianluca Marinelli e Rachele Maistrello.
Nella sezione “Fotografia contemporanea” il vincitore è Davide Tranchina con il dittico Dentro la caverna- Orizzonti, che riproduce ambienti primitivi riportando il visitatore a un’idea primigenia di paesaggio. Le menzioni della giuria sono state assegnate ai lavori molto diversi tra loro di Martina Della Valle, frutto di un incontro fortuito, di Giorgio Di Noto sul Deep Web e di Christian Manuel Zanon, che manipola immagini quotidiane rendendole stranianti.

Chiara Ciolfi

 

 

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Chiara Ciolfi
Chiara Ciolfi (Roma, 1987) è laureanda in Storia dell’Arte presso l’Università di Roma La Sapienza. Si interessa di arte contemporanea in tutte le sue forme, con un accento particolare sull’editoria e le riviste di settore. Ha collaborato con Exibart dal 2008 al 2011 fino all’avvento dell’ “era Artribune”. Attualmente sta costruendo il suo percorso tra stage e collaborazioni con fondazioni orientate alla ricerca (Nomas Foundation) e gallerie collaudate (Gagosian Gallery), con il sogno di farne un lavoro vero.