Dieci anni fa moriva Piero Dorazio. Una giornata di omaggi a Todi dà il via alla rivalutazione dell’artista promotore di Forma 1 e paladino dell’Arte Astratta

Il 17 maggio 2005 moriva a Todi Piero Dorazio, uno dei maggiori artisti italiani del dopoguerra, promotore nel 1947 – assieme a Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato – di quel gruppo Forma 1 che tanta importanza ebbe allora nel sostenere le ragioni dell’Arte Astratta in […]

Il 17 maggio 2005 moriva a Todi Piero Dorazio, uno dei maggiori artisti italiani del dopoguerra, promotore nel 1947 – assieme a Carla Accardi, Ugo Attardi, Pietro Consagra, Mino Guerrini, Achille Perilli, Antonio Sanfilippo e Giulio Turcato – di quel gruppo Forma 1 che tanta importanza ebbe allora nel sostenere le ragioni dell’Arte Astratta in contrapposizione al Realismo, che godeva del sostegno politico, impersonato da Palmiro Togliatti. Un personaggio di grande spessore, al di là della sua pittura: fondamentale per il suo impegno nella riscoperta in Italia del Futurismo, e per la conoscenza di tanti grandi artisti americani, da lui frequentati – da Morris Louis a Kenneth Noland – nei 10 anni in cui diresse l’importante dipartimento di Arti Visive dell’University of Philadelphia.
Tutte cose note soltanto a pochi conoscenti e studiosi: anche a causa di un lungo periodo di “buio” calato sulla sua figura all’indomani della scomparsa, per immaginabili aggiustamenti nelle successioni e nell’eredità. Ora sembra che questa assenza dalla scena sia destinata a terminare: e la rivalutazione prende il via proprio da Todi, la cittadina dove l’artista visse per oltre 30 anni e dove riposa, nel cimitero di Canonica. Nell’occasione del decennale, infatti, Todi dedica a Dorazio – dalle 10, nel Teatro del Nido dell’Aquila – una giornata fatta di ricordi e riflessioni portati da autorità, artisti, storici e amici, dalla figlia Angela Dorazio all’artista e giornalista – oltre che onorevole – Lucio Manisco, alla scultrice Beverly Pepper, ad assistenti a collaboratori storici come Mauro Salvi e Graziano Marini.
La giornata sarà arricchita da una mostra di ritratti del Maestro realizzati dal fotografo Sandro Vannini e dalla proiezione di una serie di documentari sull’opera di Dorazio. Un momento prezioso per avviare le celebrazioni del decennale, che troveranno presto seguito in prestigiose sedi di respiro internazionale: di cui vi terremo informati…

Massimo Mattioli

 

 

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.
  • Gianni

    Vorrei ricordare, per il bene dell’arte astratta ma soprattutto per il bene dell’arte italiana, che Piero Dorazio ed Achille Perilli sono e resteranno, per i prossimo secoli, i due grandi maestri dell’arte astratta italiana e che non bisogna aspettare altri decenni per capirlo o christie’s per confermarlo. Auspico, quindi, che anche MIBAC e Gallerie si assumano la responsabilità di valorizzare tali artisti assai più del pochissimo ed assolutamente insoddisfacente che stanno sinora facendo.