Un filo di perle lungo un anno. Negli spazi della Pilotta di Parma Sabrina Mezzaqui conclude il suo lungo progetto partecipativo dei Meditanti: ecco le immagini

Accompagnati dal suono imponente e coinvolgente dei taiko, antichi strumenti giapponesi, i visitatori attenti partecipano a un percorso “eclettico e poetico, performativo e trasversale” accompagnati dai Meditanti, un gruppo di persone accomunate da una pratica spirituale, ma soprattutto da un lungo anno di collaborazione su un progetto di opera d’arte collettiva guidato da Sabrina Mezzaqui, […]

Accompagnati dal suono imponente e coinvolgente dei taiko, antichi strumenti giapponesi, i visitatori attenti partecipano a un percorso “eclettico e poetico, performativo e trasversale” accompagnati dai Meditanti, un gruppo di persone accomunate da una pratica spirituale, ma soprattutto da un lungo anno di collaborazione su un progetto di opera d’arte collettiva guidato da Sabrina Mezzaqui, con la curatela di Cristiana Colli e della Soprintendente Mariella Utili. Dal cortile del Guazzatoio, di norma chiuso al pubblico, agli spazi della fortezza farnesiana, salendo per la Scala dei Cavalli e raggiungendo il cuore della mostra, la serata del finissage negli spazi della Pilotta di Parma – che da sempre ospita la Galleria Nazionale – è una celebrazione dedicata all’artista e un modo per aprire le porte della Galleria con accoglienza e con la voglia di trasmettere sia il senso della fine di un lavoro impegnativo sia quello della continuazione della relazione. Una festa di musica, di poesia recitata – “cos’è un gesto?” – ma soprattutto composta dagli stessi Meditanti con passione e coinvolgimento.
L’opera realizzata dai Meditanti e da Sabrina Mezzaqui è un lunghissimo filo di perle avvolto su di un ramo: ogni perla è la riga di un libro (Teoria e pratica della non violenza di Gandhi), ogni riga è separata dall’altra da una perlina di vetro, in uno svolgersi di parole nascoste che formano quasi un filo d’Arianna, una guida simbolica della pratica della meditazione e del messaggio altissimo di un uomo che ha cambiato la storia del mondo. La serata rende omaggio alla conclusione di un percorso, ma l’opera rimarrà nelle collezioni permanenti della Pilotta, arricchendo una raccolta che comprende straordinarie tele di Correggio e Parmigianino, solo per fare due nomi celebri, con un piccolo ma prezioso tassello di arte contemporanea. Nella fotogallery, alcuni momenti della serata…

– Marta Santacatterina

 

 

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Marta Santacatterina
Giornalista pubblicista e dottore di ricerca in Storia dell'arte – titolo conseguito all'Università degli Studi di Parma con una tesi in Storia dell’arte medievale –, svolge da molti anni la professione di editor freelance per conto di varie case editrici ricoprendo anche, dal 2015 all’inizio del 2018, il ruolo di direttore editoriale del marchio Fermoeditore e della rivista collegata “fermomag”, sulla quale si è dedicata alle rubriche di arte, fotografia e mostre. Scrive per “Artribune” fin dalla nascita della rivista nel 2011, mentre più recenti sono le collaborazioni con il sito “Art&Dossier” – sul quale recensisce progetti allestiti in gallerie private –, con “La casa in ordine”, dove si occupa di designer emergenti e autoprodotti, e con la rivista “Dolcesalato”, su cui propone ai pasticceri suggestioni tratte dall'arte contemporanea. Scrive inoltre testi storico-artistici e sul fumetto per case editrici italiane (Giunti editore, Grafiche Step editrice ecc.) e statunitensi (Fantagraphics Books). Ha partecipato come giurata a concorsi di arte o fotografia e raramente cura delle mostre per artisti che riescono a convincerla grazie alla qualità dei lavori e alla solidità della loro poetica. Per la sede di Parma del Boston College, si occupa inoltre di attività di tutoring sull'arte contemporanea per studenti americani.