Il nuovo direttore del Museo Pecci? Parla il Sindaco di Prato, Roberto Cenni. Girano cinque nomi, ma non sono i finalisti. Giochi ancora aperti e consultazioni in corso per tutti. Sgarbi incluso

Fabio Cavallucci, Alberto Salvadori, Valerio Dehò, Marco Pierini, Dobrila Denegri. Sono i cinque nomi tirati fuori oggi dal Tirreno, importante quotidiano toscano, e dati come papabili per il titolo di direttore del nuovo Pecci. Tutti e cinque, infatti, sarebbero stati incontrati dal Cda del Museo, per una più attenta valutazioni di profili e progetti. Ma il solito […]

Roberto Cenni, Sindaco di Prato

Fabio Cavallucci, Alberto Salvadori, Valerio Dehò, Marco Pierini, Dobrila Denegri. Sono i cinque nomi tirati fuori oggi dal Tirreno, importante quotidiano toscano, e dati come papabili per il titolo di direttore del nuovo Pecci. Tutti e cinque, infatti, sarebbero stati incontrati dal Cda del Museo, per una più attenta valutazioni di profili e progetti. Ma il solito passaparola mediatico, condito da equivoci e deduzioni all’acqua di rose, aveva subito trasformato la cinquina nella shortlist dei “finalisti”. Nulla di tutto questo riportava, in realtà, l’articolo della testata pratese. Nulla a parte la notizia di un’audizione per alcuni dei candidati.
Per fare chiarezza abbiamo sentito direttamente il Sindaco di Prato, Roberto Cenni, presidente del Cda che sta occupandosi di vagliare le candidature. “Nessuna shortlist”, ci ha risposto con chiarezza. “Stiamo valutando tutte le domande che sono state ammesse: una ventina circa, ritenute conformi al bando, dunque passate da una prima scrematura per un fatto di requisiti tecnici. Non c’è nulla di deciso, anzi. Semplicemente stiamo procedendo con le valutazioni: per alcuni sono serviti degli approfondimenti, per altri non è stato necessario, ma è ancora tutto in ballo. Vogliamo procedere con calma”. Tempistiche? “Ci vorrà ancora un po’ per arrivare al dunque. Il consiglio ritiene di doversi prendere tutto il tempo necessario, visto che non è una scelta facile, la furia e la fretta non sono utili a nessuno: il lavoro da fare è complesso e il progetto per il Pecci è articolato. Vogliamo individuare la figura migliore e stiamo procedendo con tutte le verifiche necessarie”. Lo abbiamo scritto più volte, del resto: la sensazione è che l’amministrazione di Prato e l’associazione a capo del Museo stiano puntando a fare del Pecci uno dei centri per le arti contemporanea più importante del Paese. Da qui l’attenzione e la cautela che stanno connotando il difficile percorso di selezione.

Il Centro Pecci di Prato
Il Centro Pecci di Prato

Cosa si troverà a gestire ed affrontare il futuro direttore? “Intanto c’è la nostra collezione, un patrimonio importante da custodire e valorizzare; poi andranno coordinati e portati avanti i lavori per il completamento e l’adeguamento degli spazi, c’è un lavoro di ampliamento delle funzioni del museo, ci sono i servizi da rafforzare ad aprire alla città e c’è un impegno per creare una rete con gli altri musei, puntando a un grande progetto culturale cittadino. Insomma, non basta uno che sappia fare bene le mostre…”. Non solo un buon curatore, ma un manager culturale di alto profilo. “Ci tengo a dire”, ha aggiunto Cenni, “che chi sarà scelto non sarà il migliore degli altri, ma semplicemente colui che risponderà meglio ai requisiti che cerchiamo, per questo museo, per questo territorio, per questo progetto”. Un modo, forse, per mettere a tacere residui di polemiche e chiacchiericci. E un nome solo viene in mente: Vittorio Sgarbi. Tra il suo feroce risentimento per l’eliminazione dalla presunta originaria short list (in realtà mai diffusa né validata), e  gli scongiuri di chi lo considera, pregiudizialmente, il peggior candidato possibile, c’è di mezzo un mare di fraintendimenti e di esasperazioni: “Sul caso Sgarbi è scoppiato il caos per una notizia falsa, che non sappiamo da dove sia uscita fuori. Non c’era stata alcuna esclusione. Il Museo ha poi risposto allo stesso Sgarbi, in via ufficiale, che la sua candidatura era stata vagliata e dichiarata ammissibile”.
Nessun gruppo di finalisti e nessuna dead line, insomma. E i tavoli ancora aperti. Per tutti. Sebbene a noi, come abbiamo scritto qualche giorno fa, risultino in vantaggio i nomi di Fabio Cavallucci e Alberto Salvadori…

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– Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critica d’arte, giornalista, editorialista culturale e curatrice. Insegna all’Accademia di Belle Arti di Palermo e di Roma (dove è stata anche responsabile dell’ufficio comunicazione). Collaboratrice da vent’anni anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo, fino al 2010, come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la testata culturale Artribune, dove ancora oggi lavora come editorialista, collaborando col team di direzione e operando come curatrice e project manager nel nuovo comparto aziendale Artribune Produzioni. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica, politica, costume, comunicazione, attualità e linguaggi creativi contemporanei. Presso Riso Museo d’Arte contemporanea della Sicilia è stata curatrice dell’Archivio S.A.C.S (Sportello Artisti Contemporanei Siciliani) e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti, prevalentemente presso spazi pubblici italiani, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. È stata membro di commissioni e giurie per premi/residenze d’ambito nazionale, riservati ad artisti. Dal 2018 al 2020 ha lavorato come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell’Assessore dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana.