Patente, libretto e… comunicato stampa. L’Arabia Saudita introduce il controllo della polizia sui contenuti delle mostre d’arte: “vogliamo evitare attacchi contro i simboli politici e religiosi”

Ma l’Arabia Saudita un tempo non era il più moderno e “liberale” – per quel che vale, da queste parti – dei paesi mediorientali? Non vantava una monarchia di moderne vedute e rapporti privilegiati con gli USA, portabandiera delle libertà individuali? Va bene che, se la Cina ancora multa di 1,2 milioni di dollari Zhang […]

Il Re dell'Arabia Abdullah bin Abdul Aziz

Ma l’Arabia Saudita un tempo non era il più moderno e “liberale” – per quel che vale, da queste parti – dei paesi mediorientali? Non vantava una monarchia di moderne vedute e rapporti privilegiati con gli USA, portabandiera delle libertà individuali? Va bene che, se la Cina ancora multa di 1,2 milioni di dollari Zhang Yimou colpevole di aver messo al mondo 3 figli invece dell’unico consentito, la definizione stessa della parola “libertà” forse andrebbe aggiornata anche rispetto ai mutevoli equilibri geopolitici: ma questa ancora non si era mai vista. Il controllo di polizia sui contenuti delle mostre d’arte: esatto, non sugli aspetti logistici, di sicurezza e di afflusso dei visitatori, proprio sui contenuti.
L’ha introdotto proprio l’Arabia Saudita, stando a quanto scrive il quotidiano Al Hayat: un’autorizzazione preventiva su “mostre artistiche e fotografiche”, al fine di evitare “insinuazioni di carattere sessuale o attacchi contro i simboli politici e religiosi”. Al confronto l’OVRA di memoria fascista era – un secolo fa – una banda di buontemponi. Il Ministero degli Interni esigerà una formale approvazione delle autorità competenti per la realizzazione di qualsiasi mostra, e la verifica dell’”ammissibilità” delle opere avverrà sotto la supervisione del Ministero della Cultura e dell’Informazione. Ai trasgressori saranno imposte sanzioni e restrizioni, “alcuni potrebbero vederle come un abuso”, ha ipotizzato Saud al Shiji, un funzionario ministeriale. Sempre a pensar male…

– Massimo Mattioli

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.