Sesso con un crocifisso a Varsavia. Scandalo al centro d’arte contemporanea diretto da Fabio Cavallucci. Proteste e manifestazioni dei cattolici

Una settimana travagliata quella che ha chiuso la grande collettiva “British British Polish Polish” al Centro d’Arte Contemporanea di Varsavia, accompagnata dalle preghiere di un gruppo di fedeli cattolici nella sala in cui era esposto il video Adoration of Christ (1993) di Jacek Markiewicz, artista cresciuto nella fucina varsaviana di Grzegorz Kowalski, maître à penser dell’arte critica degli anni Novanta. Una presenza fissa quella dei manifestanti al Zamek […]

Jacek Markiewicz, Adoration of Christ, 1993.jpg

Una settimana travagliata quella che ha chiuso la grande collettiva “British British Polish Polish” al Centro d’Arte Contemporanea di Varsavia, accompagnata dalle preghiere di un gruppo di fedeli cattolici nella sala in cui era esposto il video Adoration of Christ (1993) di Jacek Markiewicz, artista cresciuto nella fucina varsaviana di Grzegorz Kowalskimaître à penser dell’arte critica degli anni Novanta. Una presenza fissa quella dei manifestanti al Zamek Ujazdowski che si sono raccolti in preghiera per  “riparare” contro la blasfemia dell’opera di Markiewicz. Nel video l’artista polacco appare nudo sul pavimento, in estasi mistica, nell’atto di compiere effusioni su un crocifisso di proprietà del Museo nazionale di Varsavia. Le implorazioni al rosario sono andate avanti fino a giovedì 14 novembre, giorno di libero ingresso al castello. Una forma di protesta che è stata, tuttavia, meno invasiva di quanto si possa immaginare. I difensori della croce, infatti, non hanno ostacolato il flusso dei visitatori durante gli orari di visita collocandosi ai lati della sala, diventata quasi la cappella di un aeroporto aperta al transito del pubblico. Alcuni increduli si sono persino illusi che le suppliche  fossero parte integrante di un’installazione: un’operazione simile a quella tentata dal collega Artur Żmijewski con la messa in scena di funzioni religiose recitate da attori professionisti o da persone sorde.
A nulla è valso l’intervento pacato del direttore Fabio Cavallucci, che accompagnato da un traduttore ha provato a convincere i manifestanti a interrompere la protesta. Sarebbe lecito attendersi ora una pronta documentazione e museificazione della satyagraha cattolica nata in risposta al video di Markiewicz.

–       Giuseppe Sedia

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Giuseppe Sedia
Giornalista e reporter freelance nato il 6 luglio 1982 a Montreuil (Francia). Scrive di attualità, politica, cultura e spettacoli. È redattore del ‘Krakow Post’. I suoi articoli dedicati a cinema, videogiochi e arti visive sono apparsi su numerose riviste e web magazine italiani e stranieri (‘Warsaw Business Journal’, ‘Il Manifesto-Alias’, ‘Cafe Babel’, ‘Cineforum’, ‘Exibart’, ‘Film International’, ‘Asia Express’, ‘Sentieri Servaggi’). Attualmente vive in Polonia.