L’ultimo progetto cagliaritano di Marinella Senatore? Un piccolo (grande) caos. Concluso il progetto d’arte partecipativa nel quartiere di Sant’Elia, ma il documentario delude le attese…

“L’uso del corpo è stato molto importante come elemento narrativo, dando la possibilità a chiunque di poter raccontare la propria storia”. Ne è certa Marinella Senatore, che nel giro di un mese ha dato vita a un progetto di partecipazione collettiva, una full immersion che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di cittadini cagliaritani […]

L’uso del corpo è stato molto importante come elemento narrativo, dando la possibilità a chiunque di poter raccontare la propria storia”. Ne è certa Marinella Senatore, che nel giro di un mese ha dato vita a un progetto di partecipazione collettiva, una full immersion che ha visto la partecipazione di alcune centinaia di cittadini cagliaritani e non in veste di attori, ballerini, sceneggiatori, registi e tecnici. Ora il cortometraggio realizzato è stato presentato ai Giardini Pubblici a Cagliari: ma i risultati non paiono confermare le aspettative.
Ispirato al progetto di Tim Ross e K.O.S,, Piccolo caos – Sant’Elia Viva! (questo il titolo del cortometraggio, 25 minuti, Video HD su Blu-Ray Disc) è improntato sul teatro danza di Pina Bausch, quasi ignorato nel montaggio se non nell’incipit e sul finale. Telecamera a mano, l’artista si muove tra le comparse costringendole all’interno di inquadrature asfittiche, non solo negli interni ma sopratutto negli esterni, dove non sfrutta le potenzialità che la città offre tantomeno le coreografie di grande effetto; eppure dalle premesse la priorità era quella di valorizzare il quartiere e il territorio circostante, oltre a riuscire a coinvolgere almeno un migliaio di persone.
Insomma, il lavoro maggiore, quello che avrebbe dovuto dare anima al cortometraggio, ossia il montaggio, è il risultato di un taglia e cuci lento e ripetitivo che nulla ha a che vedere con un melodramma. Al contrario, se escludiamo la scena iniziale girata al Teatro Lirico con l’orchestra che interpreta un eccellente Tchaikovsky, e una piccola parte al faro di Sant’Elia in una giornata con un’atmosfera surreale tutta al naturale che avrebbe conferito poesia e carattere al video, Piccolo Caos è un collage di documentario e fiction senza filo conduttore, senza emozioni né drammaticità, che punta tutto su una facile impronta pasoliniana.

– Roberta Vanali

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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.