Fumata nera. La commissione per il futuro direttore del Castello di Rivoli decreta che nessuno dei candidati è adeguato: tutto rinviato alla superfondazione

Chi sarà il nuovo direttore del Castello di Rivoli? Nessuno. La commissione di esperti composta da Achille Bonito Oliva, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Francesco Manacorda per esaminare i curricula e i progetti dei candidati alla direzione del Museo ha comunicato, al termine dei lavori, “di non aver individuato tra i partecipanti nessuno in grado […]

Chi sarà il nuovo direttore del Castello di Rivoli? Nessuno. La commissione di esperti composta da Achille Bonito Oliva, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo e Francesco Manacorda per esaminare i curricula e i progetti dei candidati alla direzione del Museo ha comunicato, al termine dei lavori, “di non aver individuato tra i partecipanti nessuno in grado di assolvere un compito così importante per un museo di indubbia rilevanza e caratura internazionale“. La ricerca per la direzione artistica sarà avviata quindi dal nuovo Consiglio di Amministrazione della Fondazione Musei, quando questa assumerà una connotazione riconoscibile.
Sorpresa? Neanche troppo, se si considera che in tanti avevano sollevato dubbi sulla formulazione del bando (troppo orientato a candidati italiani e infatti solo uno straniero ha inviato l’application), e che comunque la spada di Damocle della futura fondazione, che avrebbe potuto scombinare le forze attualmente in campo, pendeva fortemente anche sul futuro del museo. Cosa accadrà adesso? Intanto, si intravvede una prorogatio per la direzione di Beatrice Merz senza ancora una scadenza definita. E poi, il (non) responso della commissione suona come un ulteriore viatico verso la costituzione di una fondazione con poteri totali sulle sorti del contemporaneo piemontese. Poteri così legittimati da prorogare un concorso importante come quello per la direzione del primo museo italiano del contemporaneo…

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Massimo Mattioli
É nato a Todi (Pg). Laureato in Storia dell'Arte Contemporanea all’Università di Perugia, fra il 1993 e il 1994 ha lavorato a Torino come redattore de “Il Giornale dell'Arte”. Nel 2005 ha pubblicato per Silvia Editrice il libro “Rigando dritto. Piero Dorazio scritti 1945-2004”. Ha curato mostre in spazi pubblici e privati, fra cui due edizioni della rassegna internazionale di videoarte Agorazein. È stato membro del comitato curatoriale per il Padiglione Italia della Biennale di Venezia 2011, e consulente per il progetto del Padiglione Italia dedicato agli Istituti Italiani di Cultura nel mondo. Nel 2014 ha curato, assieme a Fabio De Chirico, la mostra Artsiders, presso la Galleria Nazionale dell'Umbria di Perugia. Dal 2011 al 2017 ha fatto parte dello staff di direzione editoriale di Artribune, come caporedattore delle news.